A. nel Paese delle Meraviglie

… A un tratto s’imbatté in un tavolino a tre gambe, tutto fatto di vetro; sopra c’era soltanto una minuscola chiave d’oro, e il primo pensiero di A. fu che fosse la chiave di una delle porte della sala; ma, ahimé! o il lucchetto era troppo grande, o la chiave era tropo piccola: in ogni caso non apriva nessuna di quelle porte. Tuttavia, al secondo giro, si trovò davanti a una tenda bassa che prima non aveva notato, e dietro scoprì una porticina alta forse quaranta centimetri: cercò di far entrare la chiavetta d’oro nella serratura, e , con sua grande gioia, vide che ci riusciva!

A. aprì la porta e vide che dava su un piccolo corridoio, non molto piu largo della tana di un topo: si inginocchiò e scorse oltre il corridoio il più bel giardino che avesse mai visto.

… A un tratto s’imbatté in un tavolino a tre gambe, tutto fatto di vetro; sopra c’era soltanto una minuscola chiave d’oro, e il primo pensiero di A. fu che fosse la chiave di una delle porte della sala; ma, ahimé! o il lucchetto era troppo grande, o la chiave era tropo piccola: in ogni caso non apriva nessuna di quelle porte. Tuttavia, al secondo giro, si trovò davanti a una tenda bassa che prima non aveva notato, e dietro scoprì una porticina alta forse quaranta centimetri: cercò di far entrare la chiavetta d’oro nella serratura, e , con sua grande gioia, vide che ci riusciva!

A. aprì la porta e vide che dava su un piccolo corridoio, non molto piu largo della tana di un topo: si inginocchiò e scorse oltre il corridoio il più bel giardino che avesse mai visto.

Quanto desiderava uscire da quella sala buia, e passeggiare tra quelle aiuole di fiori variopinti e quelle fresche fontane! Ma non riusciva a infilare nella porta neppure la testa; ” e anche se riuscissi a infilarci la testa” pensò la povera A. “non servirebbe a molto se non ci passano le spalle. Oh, quanto vorrei accorciarmi come un cannocchiale! Ce la farei, se solo sapessi da che parte cominciare. Perché vedete, ultimamente erano successi cose così straordinari che A. aveva cominciato a pensare che pochissime cose fossero davvero impossibili.

Aspettare accanto alla porta sembrava del tutto inutile, perciò A. ritorno accanto al tavolino, (…) questa volta trovò una bottiglietta (” sono sicura che prima non c’era”) che aveva intorno al collo un’etichetta, con la scritta “BEVIMI” magnificamente stampata a grandi caratteri (…)

A. si arrischiò ad assaggiarne il contenuto, e trovandolo molto gradevole ( in effetti era un sapore misto di torta alle ciliegie, crema, ananas, tacchino arrosto,, caramello e perfino toast col burro) se lo bevve d’un fiato.

“che strana sensazione” si disse A. “Mi sembra di accorciarmi come un cannocchiale”. Ed era proprio così: adesso era alta soltanto venticinque centimetri, e il viso le si illuminò al pensiero che ormai era della misura giusta per passare dalla porticina ed entrare in quel grazioso giardino (…);

Ma povera A.! quando arrivò alla porta si accorse di aver dimenticato la chiavetta d’oro, e quando torno al tavolo per prenderla, scoprì che non ci arrivava in nessun modo: la vedeva molto distintamente attraverso il vetro, e fece del suo meglio per arrampicarsi su una gamba del tavolo, ma era troppo scivolosa; e quando ci fu stancata di provarci, la poverina si mise a sede per terra e scoppio a piangere.

“Su, é inutile piangere così!” disse A. a sé stessa, piuttosto aspramente.

LANDABERRI 20

…. e se dopo aver sfiorato una pianta di ortica vi fa prurito, basta sfregare la zona con qualche foglia di menta e passerà subito. Me l’ha detto Onintza, e se lo ha detto lei ……

RICETTA:

- Mettere 25 cl. di latte in un pentolino e aggiungere 50 gr. di zucchero. Quando arriva ad ebollizione, metterci una manciata di foglie e fiori di menta e lasciate in infusione per 10 minuti.

- Nel frattempo mescolare 3 tuorli con 50 gr. di zucchero fino a ottenere un composto chiaro e spumoso. Rimettere il latte sul fuoco e al primo segno di ebollizione togliere la menta, versare il composto di uova e zucchero e mescolare. Mescolare in continuazione e cuocere senza arrivare mai all’ebollizione.

- Togliere dal fuoco, aggiungere 12 cl. di panna liquida, mescolare bene e versare il composto in gelatiera per almeno 40 minuti. Se qualcuno non avesse una gelatiera, come é il mio caso, riporre il composto in un contenitore, metterlo nel congelatore e tirarlo fuori ogni mezz’ora per frullarlo finche non acquista la consistenza del gelato.

- 5 minuti prima che il gelato sia pronto si possono aggiungere gocce di cioccolato, ne bastano 50-60 gr,

Ardauli

ci siamo inoltrati nella natura e mentre avanzavo in mezzo a piante e a fiori di mille colori che mi arrivavano fino su al naso, mi sentivo dentro a un territorio incantato …

In gita ad Ardauli con E. e tanti amici, alla scoperta dei DOMUS DE JANAS, loculi scavati nella roccia, antichi resti di uno dei tanti misteriosi popoli che sono vissuti sulla Isola di Sardegna …. Non dovete pensare però a una caverna. Le Domus de Janas sono degli spazi accuratamente scolpiti nella roccia con molta finezza ed eleganza, con grande maestria e arte. E all’interno, policromati.

Quando si va a visitare qualcuna delle centinaia e centinaia dei sorprendenti resti archeologico di Sardegna prima di tutto si rimane sbalorditi perche uno si accorge di essere davanti a una opera di arte che li prende l’anima e lo scaraventa da qualche parte nel universo in mezzo alle stelle. La opera di arte eccita una fibra che c’é in noi e che ci collegato a tutto il resto dell’universo e a Dio facendo scorrere dentro energia a fiumi. Quando atterri da questa specie di viaggio astrale da cui torni un po ansimante perche ti dimentichi anche di respirare, ti guardi in torno e sollevi le spalle perché non ci sono risposte a domande come < chi erano?  quando sono vissuti ? quale era la loro filosofia? cosa li preocuppava e quali erano le loro certezze?

Dopo essere stata in questo luogo così incantevole, splendido, fatato posso dire una cosa: era una società molto raffinata, una società di artisti. Non solo per come sono state scolpite le rocce ma anche perche tutto in torno si intuisce della esistenza di un bellissimo giardino, effervescente, erotico e gioioso. Persone che ci tenevano molto a vivere in mezzo alla bellezza !! E chi sa se erano di quelli che poi, in quella bellezza riconoscevano il bene ….  

Grazie E. e grazie tutti ….. Un viaggio che mi ha profondamente emozionato.

michela

… si dice che in Sardegna non ci sono terremoti. Ma non é vero. E se leggerete questa storia anche voi vi convincerete di questa semplice veritá. Ero indecisa sul fiore con cui rappresentare questo terremoto. Alla fine ho scelto il bellissimo giglio marino fotografato nelle spiagge delle sue care terre del Sinis poiche é proibito prenderla. Peró non basta per raffigurarlo e ho anche scelto la grande e magnifica scultura “TULIPANI” di Jeff Koons che si trova al Museo Guggenheim de Bilbao.

Per cui, come direbbero i sardi di una volta ….ALLUI SU CONTU,

Questa é la storia di un terremoto in Sardegna. Che si manifesta sotto la forma di una donna ribelle. E romantica. Una donna che ha deciso di immaginare il proprio mondo, il mondo che piú piace a lei ed erigerlo. Ha deciso di raccontaré la propria storia e di essere la sua protagonista. Senza paura, come se fosse la padrona delle terre e del cielo, delle foreste, del mare e delle montagne … e dello stagno.

Questa é la storia di un terremoto con i piedi molto piccoli, perfetta culminazione della sua figura. Uno dei suoi piú forti punti erotici. Piedini infilati in piccole scarpine basse, ogni volta di un colore diverso, con i quali camina a piccoli passi creando a torno a se un aura di sensualitá e fascino. Attraendo sguardi di attenzione e ammirazione. Io non ho mai conosciuto le donne cinesi della famiglia imperiale, quelle con i minuscoli piedi di loto d’oro. Donne che facevano impazzire di voluttá gli uomini, non si sa se per i piedi -deformi, sanguinanti, puzzolenti anche se fasciati e infilati in lussuosi scarpe- o se la consapevolezza di avere, POR FIN sottomesso la donna, diventava cosí innebriante da goderci sopra…. !!! I piedini del terremoto di cui vi parlo non sono bendati e alla minima opportunitá sfilá le scarpe lanciandole in aria  … non per niente é di Cabras …

Questo terremoto ha la figura come quella della Dea Madre sarda, forme voluttuose segno di forte feminilità. Non ci sono arrivati racconti della Dea Madre. Non ci sono storie ne miti di cui é protagonista. Ma se la guardi capisci che Lei ”è” senza necessitá di agire. Piu che fare, emana: emana forza, espressivitá, risoluzione, energia, vitalitá, tenerezza e generositá. Più che fare, genera per il solo fatto di essere. E’ la espressione della potenza creatrice allo stato puro. Come il terremoto di cui vi parlo.

I suoi grandi occhi sono di colore marron oscuro. Curiosi, indiscreti e diretti. Quando il suo sguardo penetrante decide di posarsi su di te non ti molla finché non ha rivoltato il tuo cuore e il tuo stomaco come un calzino. Puo capitare di non accorgerti perché ti scruta con un grande sorriso negli occhi con il quale ti vuole convincere della sua magnanimitá. Se ci riesce ti avrá soggiogato e sei sotto il suo incantesimo. E allora debi aspettare che un principe coraggioso bla-bla-bla …..

E c’é la sua forte risata. Una risata contagiosa che rischia di travolgerti in qualsiasi momento talmente e frecuente e prorompente.

E c’é la sua intelligenza, che non teme la libertá e che la usa per lanciare offensive e raccogliere vittorie …. !!!!

Abbiamo o non abbiamo un terremoto in Sardegna? ve l’ho detto …..

Il terremoto di cui parlo é certamente  Michela Murgia.

Ho sentito Michela, felice,  che diceva che il 2013 sará un anno magnifico per lei. Pubblicherá libri. Martedí 29 di gennaio si saprá se é LIBEROS il vincitore del premio di 100.000 € che “Che fare”  ha messo in gara e … continuerá a fare i passi per diventaré forse  ….

… la donna che edificherá uno Stato nuovo? Si avverrano i suoi sogni piu audaci?

Ci ho messo tanto prima di decidermi a parlare di Michela. Ci ho rimuginato sopra per un bel pó di tempo ….  Michela aveva saputo di questo mio blog e scrisse QUESTO ARTICOLO su di me ….

Una volta ho sentito Michela citare questi versi del poeta Danilo Dolci: “Ciascuno cresce solo se sognato”. Michela mi ha sognato. Grazie Michela.

LANDABERRI 12

…. come facciamo noi, le persone, che per festeggiare un giorno speciale ci sforziamo per essere eleganti e belli, quando celebrano un santo, quando i paesi della Sardegna sono di festa, vengono adornati, si impreziosiscono. Qualche giorno prima fanno una pulizia accurata di tutte le strade, compresse le erbacee, appendono bandierine colorate in aria, mettono fiori fresche davanti alla chiesa e uomini e trattori si danno appuntamento per andare in montagna a prendere grandi rami di alloro che poi vengono legati lungo le strade del paese a ogni palo verticale in cui ci si imbatte: pali della luce, segnali di traffico, balaustre, semafori. E anche ai lati delle porte delle case ….

….non so se fanno così in tutta la Sardegna ma qui, da queste parti, fanno così ….

Ma voi, lo sapevate che le foglie di alloro secche sono buonissime per aiutare a fare una buona digestione? acoltami nella radio facendo clic qui LANDABERRI/urtarrilak 6

PER FARE L’INFUSO DI  ALLORO  (LAURUS NOBILIS)

- Bollire l’acqua. Quando l’acqua bolle, spegnere il fuoco e versarci 2 foglie di alloro secche e spezzettate e lasciare in infusione per almeno 10′.

- Aggiungere la scorza di limone non trattato (tagliandola a forma di bastoncini) e lasciar riposare l’infuso per altri 5′.

- Filtrare. Nel caso in cui volessimo renderlo un po’ più dolce, aggiungere un cucchiaio di miele.

E’ fondamentale bere l’infuso dopo il pasto quando è ancora caldo.

Il giardino degli innamorati: Parte II. Una dichiarazione d’amore.

Leonardo Sciascia, uno dei miei autori preferiti, ha scritto così nel suo libro L’affaire Moro

“Nel farsi di ogni avvenimento che poi grandemente si configura c’è un concorso di minuti avvenimenti da essere a volte impercettibili, che in un moto di attrazione e di aggregazione corrono verso un centro oscuro, verso un vuoto capo magnetico in cui prendono forma: e sono, insieme, il grande avvenimento appunto. In questa forma, nella forma che insieme assumono, nessun minuto avvenimento è accidentale, incidentale, fortuito: le parti, sia pure molecolari, trovano necessità – e quindi spiegazione – nel tutto, e il tutto nelle parti.”

Se la vita avesse seguito il suo percorso ordinario E. ed io non ci saremmo conosciuti in quella circostanza lì. Avremo finito per incontraci comunque, sono sicura. Però per farci incontrare lì, quel giorno lì e a quell’ora precisa le nostre vite diritte e ordinate hanno preso una brusca piega. Tanti tanti minuti avvenimenti si sono messi d’accordo per farci conoscere … e non mi riferisco solamente al momento in concreto; le cose si stavano già preparando da quando leggevo Salgari …

Non credo che esista un innamoramento eterno. Credo che una coppia si riinamora ogni mattina quando si sveglia e ogni secondo del giorno ci si riconferma in quel stato. Quando non succede più ci si da un termine di tempo per vedere se è passeggero. L’innamoramento è una cosa seria, non si butta tutto all’aria perché una mattina ci si alza e non ci si sente più innamorati, si aspetta e si cerca di capire ….

Il mio giardino è la mia maniera di anticiparmi a questa eventualità. Di mettere davanti agli occhi di E. quello che c’è di bello dentro di me, di ricordarli di riinnamorarsi di me e … di sperare che funzioni !!!!  L’idea è questa: se un giorno non dovesse più essere innamorato di me il giardino dovrebbe provocargli un’emozione molto forte e quell’emozione gli dovrebbe dare la chiave, indicare il modo, suggerirgli il percorso da fare per riinamorarsi di me ….

… perché il mio giardino è la mia dichiarazione d’amore per E.

Nel frattempo però ce lo godiamo abbracciati. Quando E. mi aiuta a innaffiare, quando impara i nomi delle piante, quando le accarezza, quando è in sovrappensiero in mezzo al verde e ai colori e dice:  << che bellooooo !!!!  >>  ( e credetemi, non c’è un’entità più vanitosa di un giardino)  … si sente un fruscio di autocompiacimento e di frenesia che percorre tutte le piante.  In quel momento, se potessero camminare, le mie piantine si alzerebbero e sbaciucchierebbero E., tutto !!!

… d’altronde è il mio giardino … cosa altro potrebbero fare …

Io mi ricordo il vigoroso impatto del profumo della macchia mediterranea la prima volta che sono venuta in Sardegna. Mi è rimasto nel inconscio ed è stato essenziale per appassionarmi alle piante. E poi, quando sono venuta a vivere qui ho scoperto quanto mi era facile riprodurre piante, riconoscerle, ricordare i nomi e quanto mi muovevo bene in quel mondo seguendo il mio istinto. E soprattutto ho capito quanto mi era utile per dare sfogo ai miei impulsi di ricerca dell’estetica.

E anche se il giardino l’ho fatto Io, i suggerimenti, gli incoraggiamenti e l’ammirazione dimostrata da E. sono stati fondamentali. In certi momenti cruciali abbiamo seguito il suo di istinto per riportare il giardino a un nuovo equilibrio e alla sua originaria bellezza. Il giardino non sarebbe così bello se non fosse per l’acuta coscienza estetica di E. e per la sua forza fisica ad spostare monoliti da un punto del giardino all’altro come un autentico HARRIJASOTZAILE.

FA CALDO, FA CALDO dentro e fuori del blog … e ci vuole una LIMONATA DI TIMO E FIORI DI LAVANDA ….  !!! neanche ricordo l’ultima volta che ha piovuto  …. !!!!

Da qualche settimana il giardino dorme. Si sveglierà tra poco …..

Ricetta:

- Mettere in un barattolo grande il succo di un limone + le bucce del limone spremuto (se limoni non trattati) + zucchero (a piacimento)+ fiori di lavanda + rametti di timo. Chiudere il barattolo e agitarlo con forza.

- Aprire il barattolo e riempirlo d’acqua.

- Chiudere e lasciarlo nel frigo fino a quando si è ben sffredato.

- Togliere dal frigo e colare a una brocca con l’aiuto di un colino.

- Servire.

RIFRESCANTE è DELIZIOSA !!! CI VOLEVA !!!! che caldo ……

Oggi è un giorno molto speciale … ZORIONAK NIRE MAITE !!!!!

LANDABERRI 5

l’ HEMEROCALLIS fiore molto bello e generoso …..

Vi ho gia parlato del campo di HEMEROCALLIS  che Italo e Leo coltivano a Milis …

Dell’Hemerocallis si mangia tutto, si mangia tutto il fiore, anche i pistilli, le foglie, i semi e anche le radici o meglio, i tuberi ….. E’ buooooonoooo !!, croccante, polposo ,… i pistilli sono sorprendenti, frizzanti … ti viene da ridere … !!! A seconda del colore del fiore varia il sapore…. ha sapore di …  HEMEROCALLIS … Quando preparo una pietanza con gli hemerocallis, mi piace appoggiarli sopra e lasciarli interi. E perfetto quando si possono fare combinazioni di diversi colori di hemerocallis PER STUPIRE ALLA GRANDE … e cerco di mettere un hemerocallis a persona. Se non è possibile, perché non è il caso di lasciare il giardino spoglio di fiori, le divido solamente all’ora di mangiare.

Fino a quel momento li tengo in frigorifero.

PER ASCOLTARMI NELLA RADIO FA CLIC SU LANDABERRI 2012-08-18/

MACEDONIA DI HEMEROCALLIS

- Pulire albicocca + ciliegie + pesche + susine. Togliere l’oso e tagliarli in pezzi.

- Mettere sopra alla frutta un cucchiaio di zucchero.

- Aggiungere il succo di mezzo limone e 2 pezzi di buccia di limone senza trattare.

- Mescolare bene. Appoggiare sopra gli hemerocallis, interi, e conservarlo in frigo fino all’ora di mangiare.

E’ un’esperienza indimenticabile !!!

LANDABERRI 4

se consideriamo che fuori c’è un sole che spacca le pietre …. mi sono venute delle foto con dei colori piuttosto autunnali …

il sole fuori è talmente forte che le cose hanno perso il suo colore … è tutto bianco !!

TIRAMISU AL SAPORE DELLA LAVANDA

< Sciroppo di lavanda:

- Mettere a bollire 500 gr. di acqua con 500 gr. di zucchero finché non diventi uno sciroppo.

- Toglierlo dal fuoco ed aggiungere 15 gr. di fiori secchi di lavanda.

- Coprirlo con un coperchio e lasciarlo riposare per un paio di ore.

- Filtrare.

< Tiramisu (ricetta della mia panettiera)

- Frullare 6 tuorli di uova con 6 cucchiai di zucchero. Aggiungere 500 gr. di mascarpone.

- In un’altro recipiente, frullare a punto di neve 4 albumi di uovo e, poco alla volta, aggiungere al impasto di sopra. Non deve rimanere troppo liquido, 4 albumi potrebbero essere troppi ….

- In una teglia, mettere uno strato di impasto di mascarpone.

- Bagnare i biscotti savoiardi, uno ad uno, nello sciroppo di lavanda e disporli in ordine, uno accanto all’altro, sopra allo strato di mascarpone.

- Continuare così, alternando biscotti e crema finché vogliamo.

- Sminuzzare un po di cioccolato, mischiarlo con alcuni granelli di fiori di lavanda secchi ed spargerli sopra il tiramisu.

- Al frigo.

Io l’ho fatto con cioccolato fondente pero mi sa che li starebbe meglio quello bianco …. è molto delicato, delizioso !!!

la lavanda di Elvio

vedete questo ragazzino, quello a sinistra, con l’espressione birichina?

è Elvio da piccolo. Con suo fratello. E’ cresciuto da allora …

… e questa è una delle TRE tartarughe che scorrazzano nel suo giardino …. Io le ho viste correre e vi assicuro che sono velocissime …

… questo signore vestito alla sarda e che incute molto rispetto, è un suo antenato …. Speriamo che abbia sempre avuto una buona mira ….

… e questa è un’altalena nel suo terreno . E voi lo sapete quanto mi piacciono le altalene … tanto quanto la lavanda.

Queste sono alcune piccole cose, in apparenza insignificanti, che vi ho voluto far vedere giusto per inquadrare il personaggio Elvio Sulas, per cercare di capire da dove proviene la sua lungimiranza.

Perchè qualche tempo fa Elvio decise di coltivare lavanda nel suo terreno del Sinis e di produrre l’Olio Essenziale di Lavanda di Elvio. Un olio essenziale che racchiudesse in se lo squisito profumo della lavanda, i minerali delle antiche terre del Sinis e il sole di Sardegna …

Ed è stata un’idea geniale … !!!  …  Guardate il risultato di quella decisione …….

 

La settimana scorsa Elvio ha radunato un gruppo di amici che sotto un sole spietato, fra risate di buon umore, scherzi e racconti di vita, hanno proceduto al taglio manuale della lavanda e alla sua distillazione.

Elvio è stato un perfetto anfitrione accudendo sia agli amici sia ai tantissimi curiosi che, nel loro tragitto verso il mare, fermavano le loro macchine, scendevano e affascinati, meravigliati, sorpresi … increduli !!! cominciavano a fare delle foto al campo di lavanda, FANTASTICA DISTESA VIOLA !!

Quelli più coraggiosi entravano nel campo e si presentavano e,… chiedevano … A quel punto  Elvio gli offriva un bicchierino di vernaccia fatta da lui e si conversava …. E quando si salutavano Elvio regalava a tutti un enorme mazzo di fiori di lavanda. Tutti noi siamo andati via da lì avvolti nel profumo della lavanda, tra le braccia un enorme mazzo di fiori di lavanda e stampato in faccia, un sorriso di felicità  …

Per la distillazione a vapore siamo andati a Silanus da Bio-Agri Silla. Anche loro amici di Elvio e anche qui tantissimo buon umore e gentilezza…. Per la mia gioia mi hanno fatto salire sul mucchio di lavanda che era dentro al contenitore e pressarlo con i piedi …. !!! ho anche delle foto che lo dimostrano se qualcuno fosse scettico …

Il risultato è un meraviglioso Olio Essenziale di Lavanda di Elvio ….


L’olio essenziale di lavanda è utile in caso di mal di testa, torcicollo, acne, irritazione della pelle, punture d’insetti, piccole ustioni, graffi e abrasioni, capelli grassi e forfora, raffreddore, tosse, geloni, micosi, herpes simplex, cistiti, scottature solari, reumatismi, artrite, irrequietezza, insonnia, ansia, pidocchi e tarme …

- Io sciolgo 5 gocce di olio in 2 cucchiai di amido di riso o bicarbonato, lo verso nella vasca da bagno, m’immergo nella profumatissima acqua e mi lascio rilassare ed abbellire la pelle ….

- E lo uso anche come profumo e idratante quando, dopo una doccia, mi asciugo, mescolo alcune gocce di olio con un po di acqua e lo applico in tutto il corpo ….

E nei cassetti, …. fusi di lavanda ….. per profumare la biancheria e tenere le tarme lontane …

Ma non abbiamo mica finito qui con Elvio …. Ci sono ancora bellezze nascoste sottoterra nel suo terreno che pazientano aspettando l’arrivo dell’autunno …. ve lo racconterò a suo debito tempo …

Per quanto riguarda alla ricetta da leccarsi le dita fatto con la lavanda, tra pochissimo nella prossima puntata di LANDABERRI …

LANDABERRI 3

Petunia è il nome di questi bellissimi fiori che simboleggia rabbia, risentimento e collera …..

Da matti, ma a chi mai li sarà venuto in mente ….. !!!

PETUNIE AL CIOCCOLATO

- Sciogliere un pò di cioccolato fondente  in bagno maria.

- Pulire ed asciugare le petunie.

- Fare un cono con la carta da forno, tagliare un pezzettino nel vertice del cono in modo da fare un buchino, riempirlo di cioccolato fuso e fare disegni di cioccolato sui petali delle petunie.

- Mettere i fiori nel frigo finché il cioccolato non indurisce.

Per mangiarli, prendere i fiori dal gambo e, senza paura, aprire bene la bocca e mordere i petali cioccolatati.

Il profumo delle petunie si abbina perfettamente con il sapore del cioccolato fondente !!!!