arte effimera

… anche il giardinaggio é un arte effimera: é lo sforzo spirituale di ricerca della bellezza e della perfezione attraverso la cura,  riproduzione e la collocazione nello spazio delle piante secondo un’ideale estetico, finalizzata a raggiungere uno stato di contemplazione, di lirismo e di esultanza spirituale dove si fondono il pensiero e i sensi.

Il giardino comunica emozioni ininterrottamente perchè gli elementi vivi che lo compongono sono in continua trasformazione. E provoca sensazione multisensoriale perché in essa incorrono colori, luci, profumi, rumori ed elementi atmosferici.

Il grano é stato l’inizio.

Per una parte del mondo il grano ha significato l’inizio delle grandi civiltà, l’accumulo di richezze e la coltivazione e ricerca della bellezza in tutti i campi. Per la prima volta, grazie al grano, la popolazione si é saziata e questo ha aiutato a inculcare una prospettiva di futuro e di eternità nella mente della gente. Da allora le persone vivono proiettati al futuro.

Anche in Sardegna é stato così. La coltivazione del grano in Sardegna risale a migliaia d’anni fa è il suo territorio strabocca di vestigi archeologici di fastose civiltà di diverse epoche a cui non si sa dare un racconto ….

Adesso però ditemi, chi da quanto tempo si  fa su pani pintau, il pane decorato sardo…  Potete immaginare quanto deve essere antica questa arte effimera la cui materia prima sono la farina e l’acqua?

La mia vicina la Sig.ra Aurora Lai é l’autrice di questo pani pintau qui sopra fatto in mio onore (parole sue), a forma di “A”, la iniziale del mio nome. Un’opera bellissima, un lavoro arduo, enfatico, complesso, infinitamente delicato con ricchissime e gioiose decorazioni ispirate in una natura rigogliosa … Ammirandola sua lavorazione  uno immagina come può accrescere la pazienza e rafforzare la volontà dell’artista . Lo dice il buddismo zen “qualsiasi fatica quotidiana trascende la sua essenza materiale per incarnare una manifestazione spirituale che resta rispecchiata nel movimento e nel passo rituale del tempo”.

L’artista che lavora sul arte effimera abbandona il sogno della propria immortalità però contribuisce nella perpetuazione, sopravivenza e continuità dell’arte effimera in questione come una sua custode e propagatrice finche passa la staffetta.

Sono pezzi fugaci ma non per questo rinunciano ad una vocazione di perfezione estetica.