i fiori dei morti

orribili !!!!

orribili !!!

non sono orribili?!?

sono orribili … i fiori che si vendono questi giorni per portare al cimitero sono ORRIBILI !!!!

E se consideriamo che i fiori sono gli organo genitali delle piante, l’esibizionismo spudorato e osceno di fiori, il miscuglio indiscriminato e caotico  di colori ed odori delle carissime composizioni che si vendono questi giorni mi turba, mi scombussola. Rimango interdetta davanti a questa ostentazione di qualcosa che non è altro che pura pornografia !!!! Falli uniti a pubi femminili, seni e vagine e ginocchia aperte … Pornografia di quinta categoria che non lascia spazio alla immaginazione che non cerca bellezza. Rivela solo la paura di morire.

E la cosa peggiore e vederli languire nel cimitero quando sono passati uno o due giorni, tristi, abbandonati, dimenticati, sprigionando odore di putrefazione … Che orrore e che pena …!!!

Sarà perche la mia famiglia non ha mai festeggiato i suoi morti con dei fiori? Non ci piacciono. Noi mettiamo una piccola candela accesa sulle tombe con cui diciamo a nostri morti che pensiamo a loro …. Mi piace molto, anche, l’usanza ebrea di mettere una pietrina … è un gesto che riflette una profonda emozione … qualcosa che parla di eternità, come la luce della nostra piccola candela …

Io adoro visitare cimiteri … i più belli sono i cimiteri diventati parchi degli inglesi dove la gente passeggia, si siede e legge fra antiche lapide. Che belli che sono !! Mi piacciono molto i vecchi cimiteri ebrei, quasi abbandonati, che ho visitato in alcune città dell’est Europa e quella di Praga, che vidi attraverso un piccolo buco in una parete. Quello di San Miniato a Firenze. Mi piacciono gli eleganti e un pò pretenziosi cimiteri monumentali e anche i piccoli cimiteri contigui alle chiese, come quella di Ainhoa …

E per festeggiare i morti, vi propongo un dolce divertente ….

A me mi fanno venire mal di denti. E. li adora e li mangerebbe a camionate.

I BIANCHINI sono perfetti per fare fantasmini …..

Ricetta:

- Accendete il forno a 120°

- In una ciotola (meglio di ceramica, vetro o acciaio) montare 4 albumi + qualche goccia di succo di limone (gli albumi si montano più facilmente). La ciotola deve essere perfettamente sgrassata (aiutatevi di un panno pulito con un pó di aceto per sgrassarlo completamente). Non una goccia di tuorlo deve finire tra gli albumi. Eliminare anche le calaze (quella specie di nuvola bianca).

- Iniziare con movimenti lenti e molto ampi per incamerare più aria possibile. Accelerare quando si vedrà un bel po’ di schiuma.

- Quando comincia a gonfiarsi aggiungere 160 gr. zucchero (non é necessario che sia zucchero a velo). Più zucchero più le meringhe saranno dense e croccanti. Continuare a montare accelerando il ritmo. Aggiungere lo zucchero sempre poco alla volta perché il volume degli albumi diminuisce se si aggiunge tutto lo zucchero insieme.

Smettete quando gli albumi saranno montati come fossero solidi.

- Con una spatola, molto delicatamente, riempire con il composto una sacca da pasticciere che avrà una bocchetta di media grandezza.

- Foderare una teglia con carta da forno. Fare le meringhe con dei movimenti concentrici. Distanziarli tra loro e farle i piú regolari possibili per avere una cottura uniforme.

Infornare. A 120° per 5-10′ poi abbassare al minimo e cuocetele per circa un’ora. I bianchini piú che cuocere devono asciugare. E devono essere bianchi !!

Per non rischiare di cuocerle troppo tirarle fuori dal forno dopo un’ora, anche se sono ancora appiccicose, e lasciarle asciugare all’aria. Oppure spegnere il forno e lasciarle con lo sportello aperto. Quando si saranno raffreddate probabilmente saranno della giusta consistenza. Se no, riaccendete il forno e cuocerle ancora per un po’…

 - Sciogliere un pó di cioccolata a bagno maria e quando i bianchini saranno completamente freddi, divertitevi a fare delle facie ai fantasmini ….. attenti, devono fare pauuuuuuuuuura …… !!!!!!

Buona giornata !!!

LANDABERRI 2

LANDABERRI è il nome di un programa della radio basca, EUSKADI IRRATIA, condotto da Onintza Segurola ……

E’ un programa di fiori, piante, boschi, agricoltura, pesca, allevamento, pastorizia …..

Ogni tanto Onintza mi chiama e parliamo della Sardegna, così diversa da Euskadi, di fiori e di ricette rinfrescanti per passare l’estate, ricette fatte con i fiori ….

PER ASCOLTARMI NELLA RADIO CLICA SU LANDABERRI 2012-07-01/

Questa è la ricetta di questa CALDISSIMISSIMA settimana:

GELATO DI CAPRIFOGLIO E CILIEGIE

-Pulire e togliere l’osso di tre manciate di ciliegie.

- Raccogliere 1 manciata di fiori di caprifloglio, togliere il pistillo, pulire in acqua fredda e asciugare.

- Mescolare i fiori e le ciliegie e lasciare il tutto per un pò nel frigo.  Frullare.

- Aggiungere un vasetto piccolo di yogurt. Lo yogurt può essere sia naturale che di ciliegia.

- Ogni ora, toglire il gelato dal surgelatore e frullare. Ripetere questa operazione finché l’impasto acquista la consistenza di un gelato.

- Come decorazione poggiare sopra il gelato un pò di panna montata e un fiorellino di caprifoglio.

Che buoooooono …….. !!!!!!

LANDABERRI 1

Landaberri irratsaioaren zale guztioi …… KAIXO !!!!!

 

PER ASCOLTARMI NELLA RADIO FA CLICK SU LANDABERRI

Siamo in pochi quelli a parlare il basco per cui, …. per voi, questa è la traduzione in italiano …

PANNA COTTA AI MILLE FIORI

- Mettere 4 gr. di colla di pesce, gelatina,  in acqua fredda finché non diventa molle, 10 minuti.

- Cuocere 500 gr. di panna + 50 gr. zucchero a velo per 2 minuti. Si può aggiungere qualche aroma. Io ho messo scorze secche di arancia.

- Togliere dal fuoco ed aggiungere la gelatina dopo aver ben strizzato l’acqua

- Unire i petali dei fiori: rose, calendula, borragine, tagete, rucola, bocca di leone, viole del pensiero, geranio, papaveri

- Lasciarlo sfreddare e metterlo nel frigo fino all’ora di mangiare.

Buon appetito !!!

pelargonium

… o più comunemente chiamato geranio ….

questa però profuma di citronella e si dice che tiene lontano le zanzare ….. non ve lo posso assicurare ….

In un articolo di Jonathan Metzger intitolato Non Siamo Soli Sul Pianeta”  apparso nel numero 946 del settimanale Internazionale,  dice così

” …Trish Vickers, 59 anni, vive a Charmouth, in Inghilterra, e da sette anni è diventata cieca. Nel 2011 ha preso una biro e ha cominciato a scrivere il suo primo romanzo. Dopo 26 pagine ha chiesto a suo figlio Simon di leggerle, e ha scoperto che i fogli erano tutti bianchi perché la penna non aveva inchiostro. La signora non s’è persa di animo e ha chiamato la polizia.  E’ stata una ottima idea: ci sono voluti cinque mesi, ma analizzando i solchi lasciati dalla scrittrice nella carta, gli esperti della scientifica sono riusciti a restituire all’autrice l’inizio del suo libro”.

Vi siete mai sentiti così? di fare qualcosa che gli altri non capiscono?

Allora ci vuole una idea geniale come quella della Signora Vickers. Vi propongo di mettervi subito a fare UNA TORTA AL PELARGONIUM ……. si, si ….una profumatissima torta al pelargonium che non lasciera indiferente a nessuno ….

Ricetta:

E’ da molto che non facevo una torta …. che nervi ….

Riscaldare il forno a 180°. Imburrare una teglia con un po’ di burro.

Lavare accuratamente le foglie di PELARGONIUM GRAVEOLENS  (foto sopra) e asciugarle. Disporle nella teglia imburrata con il dorso verso l’alto.

Battere a neve ben soda, con una frusta, 120 gr. di burro + 120 gr. zucchero. Aggiungere 2 uova e continuare a mescolare.

(Siccome io non ho usato lievito, batto le chiara di uovo a punto di neve con un pò di sale prima di versarlo nell’impasto.)

Unire 120 gr. di farina. Mescolare.

Versare il tutto nella teglia e far cuocere per circa 30′.

Sformare e decorare con fiori di pelargonium.

Continueranno a non capirvi però saranno desiderosi di sapere con cosà li sorprenderete la prossima volta …. !!!!

il miglior fotografo del mondo… e, il frutto delle Mille e Una Notte: la melagrana

…” For me the camera is a sketch book, an instrument of intuition and spontaneity, the master of the instant which, in visual terms, questions and decides simultaneously. In order to “give a meaning” to the world, one has to feel involved in what one frames through the viewfinder. This attitude requires concentration, discipline of mind, sensitivity, and a sense of geometry. It is by economy of means that one arrives at simplicity of expression.
To take a photograph is to hold one’s breath when all faculties converge in a face of fleeing reality. It is at that moment that mastering an image becomes a great physical and intellectual joy.
To take a photograph means to recognize – simultaneously and within a fraction of a second– both the fact itself and the rigorous organisation of visually perceived forms that give it meaning.
It is putting one’s head, one’s eye, and one’s heart on the same axis.”
Henry Cartier-Bresson

 

Queste sono alcune delle foto che si possono vedere nel Museo di Arte di Nuoro, il MAN, nella mostra dedicata a Henry Cartier-Bresson …. Nelle sue magnifiche e impattanti fotografie, lui ha colto quel preciso momento in cui queste cominciano a parlare ….. E’ stato emozionante ….. guardavo ogni fotografia piena di ammirazione, ascoltavo con cura per non perdere nè una parola, uno sguardo, un’ombra …

Ascoltare storie é una delle cose che piú mi piace, e favole, e racconti, e aneddoti, e che mi leggano libri a voce alta … rimango affascinata, in silenzio, a bocca aperta, come i bambini,  mentre nella mia mente scorrono immagini … Ma, c’è qualcuno che può resistere ad ascoltare una storia ben raccontata?   E, se quelle storie parlano di posti lontani e meraviglosi come Bagdad e Damasco ….?  dove vivono delle bellissime donne avvolte in sete e gioielli, che oziano e amoreggiano in lussureggianti giardini, pieni di colori, profumi, fiori, fontane, uccelli di mille colori e canti …. e dolcissimi frutti esotici come la melagrana …. ?

(è una mia traduzione)

“… quando arrivò la 954ª notte, Sherezade disse:  “…e il re disse al maghrebino:  “Tu hai perso la testa!” .  E il maghrebino li risposse:  “Oh re! prima di tagliarmi la testa, ordina al giardiniere di andare a vedere i melograni”.  E il re disse: “Va bene”.  E fecce un segnale al giardiniere per farlo andare al giardino a vedere se c’erano delle melagrane precoci.  E il giardiniere scesse al giardino e su uno degli alberi vidde una grossa melagrana che non si era mai visto una così, mai prima. La prese e la portò al re.

Il re prese la melagrana e si meraviglió prodigiosamente; e non sapeva se tenersela per sè o darla a quel uomo che lo voleva per sua moglie, tormentata come era per i capricci propri di una donna incinta.

E disse al visir: ” Oh mio visir! Vorrei mangiare questa bella melagrana! cosa ne pensi?” E il visir rispose: “Oh re! se non si fosse trovata la melagrana, non avresti tagliato la testa del maghrebino?”. Il re disse: “Certamente si!” E il visir disse: “Allora la melagrana gli appartiene per diritto”.

Il re porse la melagrana al maghrebino però, quando la prese, la melagrana esplose e tutti i chicchi si sparpagliarono in tutte le direzioni. E il maghrebino li raccolse ad uno ad uno fino all’ultimo, che cadde in un buco, ai piedi del trono del re. In quel chicco si nascondeva la vita di Mohamed il Vispo. E il maghrebino allungò il suo collo e la sua mano verso quel chicco per prenderlo e schiacciarlo. Ma, improvvisamente, dal chicco uscì un pugnale e conficcò la sua lama, in tutta la sua lunghezza, nel cuore del maghrebino. E morì all’istante, sputando col suo sangue la sua anima miscredente.

E il giovane principe Mohamed apparse in tutta la sua bellezza e baciò la terra fra le mani del re. E in quel preciso momento entrò la giovane e disse: “E’ lui il giovane che slegò i miei capelli dall’albero quando mi ci ero appesa”. E il re disse: “Visto che è questo il giovane che te li ha slegato, non puoi non sposarlo”. E disse al giovane: “Va bene”. E si fece il matrimonio e si festeggió come era dovuto. E la notte fu benedetta fra tutte le notti .

E da allora vissero insieme, felici e fiorenti con tanti figli e figlie. Ed è finita ….”


Le Mille e Una Notte è uno dei primi libri che ho letto. La bellissima, saggia e geniale Sherezade escogita un sistema per salvare la sua vita: raccontare al Sultano, durante Mille e Una Notte, una dietro l’altra, delle favole che sapeva interrompere quando arrivava al momento cruciale della storia. In questo modo, creava una tale curiositá nel Sultano, che ogni volta, questo, era obbligato ad allungare di un’altro giorno la vita di Sherezade.

Nelle diverse culture e civiltà, la donna è sempre stata la custode della lingua. Le poetesse avevano un importantissimo ruolo negli harem: donne colte avevano l’incarico di recitare e raccontare ogni tipo di storie. Alcune hanno anche fatto da mediatrici e imbasciatrici per abbonire il nemico e ottenere accordi politici. Il potere della favola !!!!

Per mia sfortuna, io no ho il dono della raccontastorie e non sono nemmeno una brava cuoca. Peró, ho fatto un coctail molto interessante con le melagrane che ho raccolto in campagna. Un coctail che starebbe bene in una delle favole delle Mille e Una Notte. Io non lo sapevo peró Chiara mi ha detto:  < assaggiale con la vernaccia. E’ delizioso !!! > Lei intendeva una macedonia …..

Ricetta:

Mettere tutti i chicci in una ciotola e lasciarli a macerare per una notte con un pó di zucchero e Vernaccia. Le quantitá le ho fatte ad occhio. Dipende da quanto sono dolci le melagrane e di quanto alcool vi piace nel coctail ….  Il giorno dopo ho frullato il tutto e ho tolto i semi con l’aiuto di un colino.

Delizioso e sorprendente !!!! … se solo da quelle parti non ci fossero tutte quelle guerre ….. quanto mi addolora…. !!!!

frutti dell’autunno, il corbezzolo

… < chi sara mai l’insetto che impollina questo fiore? > mi ha chiesto E. quando è arrivato a casa e ha visto la composizione di fiori di corbezzolo sul tavolo…. boooooHHH !!!! … Ve l’ho già detto, io non so niente di insetti …. so che questi fiori sono ermafroditi e attinoformi e cioè, in teoria è possibile l’autofecondazione. Però nelle specie più evolute, esistono meccanismi che rendono la pianta autoincompatibile per cui non è fisiologicamente in grado di autofecondarsi, con tutto di guadagnato per la variabilità genetica.

E allora ci deve essere un insetto ….

Potrebbero essere le api? Le api lo visitano molto intensamente perchè dai fiori ricchi di nettare fanno un miele dal sapore particolare, amarognolo e aromatico. Il miele di corbezzolo è l’ultimo della stagione e siccome  non tutti gli anni è possibile produrlo, perchè se il clima è diventato troppo freddo le api non sempre sono attive al momento della fioritura, cioè adesso, è anche molto pregiato.

Qui si trovano corbezzoli dappertutto, dai boschi alla campagna e come arbusto ornamentale nelle strade di molti paesini. Anche se ultimamente sembrerebbe che siamo entrati nell’autunno; lo sapete che io dal 21 settembre ho deciso che siamo in autunno e mi comporto come se così fosse e cioè, creando ambienti autunnali . E’ per questo che, cercando sul web,  ho scoperto il bellissimo blog di Sabrine d’Aubergine, www.fragoleamerenda.blogspot.com dove lei spiega come si fa la marmellata di corbezzolo …. ! deliziosa … ve la consiglio vivamente …. Come dice Sabrine stessa, noi lo abbiamo mangiato con burro salato e pane abbrustolito …. come se fuori ci fosse freddo e avessimo bisogno di un pò di dolce per scaldarci …… un vero ambiente autunnale ….

Ricetta:

Si lavano i corbezzoli e si mettono in una pentola coperti di acqua fredda.

Si fanno bollire a fuoco medio per 15′-20′ in modo che assorbano quasi tutto il liquido e diventino teneri.

Con un colino di rete metallica a maglie fini, si estrae la polpa dei corbezzoli schiacciando bene con un cucchiaio per separarla dai semi. Per facilitare si può diluire la polpa con qualche cucchiaio d’acqua.

Si pesa il purè di corbezzoli e si mette in una pentola con lo zucchero di canna e il succo di 1/2 limone.  Lo zucchero deve essere un po’ meno di un terzo del peso del purè. Si fa bollire a fuoco vivace mescolando continuamente. Dopo una decina di minuti la marmellata è pronta.

Bon appétit !!!

elicriso. (helichrysum stoechas)

è finito agosto con il suo sole impietoso, il caldo caldissimo e una luce troppo potente che sbiadisce il mondo rendendolo di un colore bianchiccio.

E, come ce l’ho fatta? vi chiederete voi. Come Agilulfo Emo Bertradino dei Guildiverni e degli Altri di Corbentraz e Sura, cavaliere di Selimpia e Fez: con la forza di volontà e la fede nella nostra santa causa.

 

Inizia così il libro di Italo Calvino, Il Cavaliere Inesistente : “Sotto le mura di Parigi era schierato l’esercito di Francia. Carlomagno doveva passare in rivista i paladini. Già da più di tre ore erano lì; faceva caldo; era un pomeriggio di prima estate, un pò coperto, nuvoloso; nelle armature si bolliva come in pentole tenute a fuoco lento. Non è detto che qualcuno in quell’immobile fila di cavalieri già non avesse perso i sensi o non si fosse assopito, ma l’armatura li reggeva impettiti in sella tutti a un modo. (…) Finalmete ecco, lo scorsero che avanzava laggiù in fondo, Carlomagno, su un cavallo che pareva più grande del naturale, con la barba sul petto, le mani sul pomo della sella (…). Fermava il cavallo a ogni ufficiale e si voltava a guardarlo dal su in giù. -E chi siete voi, paladino di Francia? (…)

-E voi? -Il re era giunto di fronte a un cavaliere dall’armatura tutta bianca; solo una righina nera correva torno torno ai bordi (…). -Io sono, – la voce giungeva metallica da dentro l’elmo chiuso, come fosse non una gola ma la stessa lamiera dell’armatura a vibrare e con un lieve rimbombo d’eco, – Agilulfo Emo Bertradino dei Guildiverni e degli Altri di Corbentraz e Sura, cavaliere di Selimpia e Fez. (…) – E perchè non alzate la celata e non mostrate il vostro viso? (…)

La voce uscì netta dal barbazzale. – Perchè io non esisto, sire. – O questa poi! – esclamò l’imperatore. -Adesso ci abbiamo in forza anche un cavaliere che non esiste! Fate un pò vedere. Agilulfo parve ancora esitare un momento, poi con mano ferma ma lenta sollevò la celata. L’elmo era vuoto. Nell’armatura bianca dall’iridiscente cimiero non c’era dentro nessuno. -Mah, mah! Quante se ne vedono! – fece Carlomagno. – E com’è che fate a prestar servizio, se non ci siete?

- Con la forza di volontà – disse Agilulfo, – e la fede nella nostra santa causa! “

 

e aggiungo :  “… anche ad essere si impara …”

 

Il profumo dell’elicriso è stato decisivo per superare l’estate. Quando sento che le mie energie si stanno esaurendo, li prendo e annuso forte finchè non sento che le cose ritornano alla loro dimensione; mi ricordo della relatività di Einstein e del fatto che lui sembrava una persona molto felice ….. piano piano le cose riprendono il suo ritmo …. metto fortissimo la bellissima musica di Gershwin e mangio cioccolato ….. e, la mattina molto presto, vado a correre fino a un parco dove c’è una altalena e lì, volo ….

Ho letto su “Internazionale” un articolo di Catherine de Lange uscito su “New Scientist” il 19 settembre 2011 in cui conclude che la percezione degli odori influenza i nostri comportamenti, determina l’umore e incide sulle decisioni che prendiamo. Sembra che i centri olfattivi del cervello siano strettamente legati al sistema limbico, coinvolto nei processi che riguardano le emozioni, la paura e la memoria. Ci sarebbe dunque un legame tra gli odori e il nostro modo di pensare.

In Sardegna l’elicriso si trova dappertutto, dal mare alla montagna. A me è sembrato addiritura di notarlo in certi deliziosi vini bianchi sardi che ho assaggiato. Nel mio giardino ne ho di due tipi, quello sardo e quello italico. Quando fiorisce, a giugno e luglio,  raccolgo i fiori e li metto ad asciugare in cucina, appesi ad un chiodo. So che è anche un potente antitarlo. E’ una informazione preziosa per una come me che abita in una casa col tetto in legno …..

Ricetta di BLACKBERRY SCONES :

- Mescolare 150gr. di farina di riso + 50 gr. farina di mandorle + 40 gr. di farina + 75 gr. zucchero di canna.

- Prendere il burro dal surgelatore e grattugiarlo dentro all’impasto delle farine.

- Mescolare 1 uovo + 110 gr. di latticello + un pò si scorza di limone. Aggiungerlo alle farine.

- Mescolare.

- Aggiungere le more e mescolare.

- Con l’aiuto di un cucchiaino, piazzarli in piccoli mucchi sul vasoio del forno, previamente coperto dalla carta da forno, e sppenellarli con un uovo battuto e lo zucchero grezzo.

-Forno 200° 18′.

 

E’ stato un mese molto impegnativo …. pero adesso arriva il bell’autunno … sono impaziente per vedere la sua luce e i suoi colori …

Tagete

c’è un fiore nel mio giardino che stona con tutto quello che  gli cresce intorno, il tagete.

I semi me li ha dati la mia vicina, la Signora M., e ne sono nati a migliaia … ho regalato decine di esemplari di questa piantina a tutti quelli che vengono a visitare il mio giardino e ne rimangono innamorati eppure, il mio cespuglio è sempre più grande. E’ vero che non mi posso lamentare, sta benissimo al sole, non ha quasi bisogno d’acqua,…. ha un delicato profumo che ricorda un pò quello dei garofani e si abbina benissimo con i cibi, sopratutto con i dolci …

Questo fiore di un colore arancione acceso e con le foglie verde bottiglia non intona per niente col mio giardino prevalentemente di macchia mediterranea, … fa attrito con tutto quello che ha intorno, è il punto di discordanza. Una persona con l’abitudine di guardarsi intorno e di percepire i dettagli, noterebbe subito l’incongruenza del tagete nel giardino, dà nel occhio, c’è una mancanza di legame logico, di coerenza ….. Allora, perchè è lì? potrei spostarla e trovarre il posto giusto dove possa esibire la sua bellezza con più tranquilità ….

Potrei dire di essere membro dell’ Accademia dell’Arcadia ed sradicare la pianta in nome del buongusto …. Questa accademia letteraria fondata a Roma nel 1690 ” …a preciso  effetto di esterminare il cattivo gusto; e procurare che più non avesse a risorgere, perseguitandolo continuamente ovunque si annidase, o nascondesse, e in fino nelle castella e nelle ville più inote e impensate. L’irrazionalismo e il “cattivo gusto” dell’estetica barocca sono il principale motivo polemico dell’Accademia dell’Arcadia secondo cui le intemperanze del Barocco hanno messo in crisi non solo il buon gusto ma anche i valori morali. Essi intendono rivalutare il buongusto offeso e tradito dal Barocco alleggerendo l’esasperazione dei temi e l’artificiosità dello stile e ritornando a ideali di sobrietà e di equilibrio interiore  richiamando gli animi alla elegante semplicità degli antichi greci, latini e italiani.

Invece Il barocco nasce come la negazione stessa delle regole e delle certezze, la loro asimmetria, il contraddire, lo stupefare, il meravigliare, il divertire … Nel barocco c’è un grande sfruttamento dell’abbellimento, della fastuosità. L’arte da forma all’Infinito e lo cerca attraverso il principio della sorpresa,  l’estrosità e la fantasia stravagante, bizzarra e spregiudicata, con l’uso abbondante della metafora e del simbolo, l’illusione del sogno e la prospettiva della metamorfosi universale….  Nel barocco si danno i primi tentativi di cogliere l’inquietudine e, vengono impiegate per la prima volta, forme di espressione artistica sperimentale.

Il gusto è un atteggiamento interiore. L’attitudine alla  raffinatezza e all’equilibrio comincia sempre quando c’è qualcosa che stona,  quando le cose si mettono in discussione.  E il tagete è il contrasto, è il campanellino che fa clin-clin-clin e ti fa apprire gli occhi, è il mio alleato contro il buongusto preestabilito. Quel buongusto patetico e povero di spirito che zitisce la nostra immaginazione e creatività e che ci convince a non pensare autonomamente.  A non avere personalità e, per avere delle certezze, a obbedire a una lista di regole del tipo:  il blu e il giallo stanno bene insieme e, se hai già adosso una collana non puoi mettertene un altra ….

Essendo estate, il caldo in Sardegna è molto, sopratutto per una di Bilbao come me che ogni tanto guarda al cielo sperando di vedere qualche nuvola che possa scaricare un bel “chaparròn ” …  ed è vero che la cioccolata da sensazione di caldo mentre  è la frutta quella che ti rinfresca di più ….. ma come si fa a stare senza mangiare cioccolata tutta l’estate ?

…. allora ho deciso di fare un “gateau au chocolat” e mangiarlo insieme a una mousse di yogurt di latte di capra e dei fiori di tagete … ha già un aspetto decisamente più estivo, vero?

Ricetta:

-Sciogliere 200gr. di cioccolata con 100 gr. di burro.

-Mescolare 4 rossi di uova con 100 gr. di zucchero. Aggiungere il cioccolato precedentemente sciolto. Mescolare.

-Aggiungere 2 cucchiai di farina. Mescolare.

-Aggiungere 4 bianchi di uova fatti ”a punto di neve” con un pò di zucchero. Mescolare il tutto.

Forno 180° 45-50′

… es osate ad essere voi stessi …..

Autocostruzione III

.

L’identità non è una cosa che esiste da sè ma è un progetto culturale che si costruisce . Questo progetto è anche rappresentato dal paesaggio, come una sintesi delle componenti naturali del sostrato geologico e ambientale e come trasformazione antropica storicamente stratificata.

L’architettura tradizionale esprime lo storico e inscindibile nesso che lega le comunità al territorio in cui si sono insediate. E’ una relazione di lunga durata fondata sull’ equilibrio fra le esigenze dell’uomo e le capacità del territorio di soddisfarle. La architettura tradizionale attinge dal territorio per ottenere tutti gli elementi necessari per la costruzione, è costruita con la stessa materia che costituisce il territorio in cui si trova ed è modellata come fosse una sua naturale estensione.

La distruzione e lo snaturamento dell’architettura e del paesaggio tradizionali procede; bisogna convincere a tutta la popolazione e specialmente quelli che possiedono il patrimonio architettonico tradizionale sui vantaggi che derivano dalla conservazione, dal restauro e dal riuso dell’architettura storica. E soprattutto, bisogna fargli capire la BELLEZZA dell’architettura tradizionale, che molti non solo non sono più capaci di riconoscere, ma addirittura la ripudiano.

Se noi abbiamo deciso di restaurare la nostra vecchia casa rispettando il metodo tradizionale di costruzione e usando materiali originali è, prima di tutto, perchè ci sembrano bellissimi. Questa è la prima e direi unica ragione in confronto alla quale tutte le altre argomentazioni non hanno peso alcuno. Il concetto di bellezza della architettura storica è, secondo me, il criterio più importante. Il criterio su cui bisogna fare leva per salvarla.

Oggi è stata una giornata caldissima. I genitori di E. ci hanno portato del pane fatto da loro. Non posso pensare che abbiano avuto il coraggio di accendere il forno con questo caldo.

E’ fatto con farina integrale e lievito madre. Delizioso !!! Molto profumato e morbido.

Cosa farei io senza pane ….. se non c’è il pane non riesco nemmeno a mangiare …

… credo che farò un uovo fritto ….

autocostruzione II

voglio parlavi dei materiali che useremo nel restauro …. rispettando la maniera tradizionale di costruire però introducendo qualche novità …

SU LADIRI o LADRINI è il nome in lingua sarda dei mattoni in terra cruda o adobe.

Nella pianura del Campidano, le case sono completamente o parzialmente costruite in terra cruda. Le fondamenta delle case, fino a una altezza variabile, sono sempre in pietra. Se rimaniamo in pianura le case sono soprattutto in terra però se andiamo verso le colline, le case possono avere o tutte le pareti in terra oppure soltanto alcune. Nella nostra casa alcune pareti sono in terra cruda e altre in pietra, perche siamo in collina. Se andiamo in montagna, le case sono in pietra.

Queste sono foto dei mattoni apena messi ad asciugare al sole …. dovranno subire un tempo di essiccazione di almeno 4 settimane.

L’impasto dei mattoni è composto da argilla, acqua e  paglia (e a volte sabbia) mescolati in proporzione secondo le caratteristiche chimico-fisiche della terra utilizzata.

La terra per la preparazione dell’ adobe non deve contenere materiale organico, per cui va prelevata almeno 30-50 cm al di sotto del piano di campagna e deve essere conservata evitando che si mescoli con terreno organico e con la vegetazione.

La paglia serve a tenere insieme l’impasto e contribuisce a ridurre il ritiro e la fessurazione indotta dall’acqua. In più, le fibre accelerano il processo di essiccazione perchè consentono un miglior drenaggio dell’umidità verso l’esterno attraverso i loro canali, allegeriscono il materiale ed esaltano le sue propietà termoisolanti.

Questi sono alcuni mattoni recuperati da un vecchio nostro muro …. Le misure cambiano a seconda di quello che si vuole costruire però, nell’area del Campidano la misura standard di un mattone è di 10x20x4o cm.

Per legarle insieme all’ora di costruire, si usa sia la stessa argilla oppure grassello di calce in una proporzione di 3 sabbia 1 calce. Prima però, si bagna l’adobe.

 

 

L’intonaco è assolutamente indispensabile per proteggere una struttura costruita con terra, molto soggetta al degrado. Per intonacare, si può usare la stessa terra utilizzata per fabbricare l’adobe oppure il grassello di calce, in una proporzione di 2 di sabbia e 1 di calce. Per migliorare la tenuta dell’ intonaco si possono usare scaglie di pietra o pezzi di tegola. Comunque, un muro di adobe, dopo averla un pò bagnato,  si può anche direttamente pitturare con latte di calce.

Il cemento è incompatibile con la terra cruda.

 

I centri storici di terra cruda al primo sguardo possono sembrare tutti uguali però in realtà, sono molto diversi a seconda dei modi e forme di abitare. E c’è una costruzione che prevale in tutti quanti: il muro. I nuclei abitativi di terra sono segnati dal recinto murato, dal modo introverso dell’abitare, dalla prevalenza della massa muraria sui vuoti. E’ molto suggestivo passeggiare lungo queste strade dalle mura alte e grandi portoni di legno …!

E’ un materiale intrinsecamente ecologico e perciò di grande interesse nei tempi contemporanei.

Oggi è stata una gionata particolarmente calda …. ci vuole un dolcino per riprendere le forze e sorridere contenti …. che bella che sta venendo la nostra casetta …. !!!!!

una galletta al burro, crema inglese, cioccolato in scaglie e susine …. senza lievito ….

… mentre ascolto “Owl City – Honey and The Bee”  dell’ album “All things bright and beautiful”  che mi ha spedito via mail il mio amico A.  che abita a Praga. Mi sembra la banda sonora perfetta !!!