calla

ricordando amama Candi, mia nonna ….

La calla è un fiore antico, un fiore che cresce in giardini antichi piantate da nonne ….

Un semplice bouquet di calle fatto da mia nonna è quello che portò mia mamma il giorno del suo matrimonio. E un bouquet di calle è quello che mi regalò a me il giorno della mia Prima Comunione, unica bambina con fiori tra le mani !! Come mi sono sentita voluta !!!

dell’innaffiare il giardino

                                                                             
e bagnare il giardino

fare coraggio al verde,

dare acqua agli alberi assetati

darne in abbondanza,

non scordare gli arbusti

nemmeno, quelli fiaccati che stanno

senza bacche, avari;

e non farti sfuggire le erbacce

in mezzo ai fiori

anche loro hanno sete,

innaffia ancora il fresco prato

e quello inaridito,

ristora anche la nuda terra,

tu

“Versi dall’ Esilio” di  Bertold Bretch. Traduzione di Cristina Alziati.

Buon giardinaggio a tutti ……

il brugo

ho aperto un libro di botanica e la prima cosa che dice sul brugo é: il nome del genere, calluna vulgaris, deriva dal greco kalluno, que significa “pulire”, “abbellire” ….  Con questa pianta, fino a poco tempo fa, si facevano scope ….. 

Potete credere che la vocazione del bellissimo e intrepido brugo sia quella di essere una scopa? questa piantina coraggiosa, provocante e ridente che cresce e fiorisce nei luoghi piú inospitali, aridi, ventosi e freddi, dove nessuna altra pianta, animale o persona osa vivere e men che meno a fiorire, rallegrandoci l’inverno e i paesaggi esiste, perche cosí noi possiamo spazzare? Il brugo si trova anche nei boschi di Sardegna peró deve competere con i milliardi di fiori che continuano a nascere tutto intorno a lui a causa del sole, della forte luce e dell’umiditá della isola. Questa piantina dá il  meglio di sé nelle situazioni piú difficili ed estreme: la  struttura dei suoi fiori diventa piú complessa e i colori piú forti, vivaci e brillanti. Una brughiera é una grande festa di carnevale dove, con molta allegria, fanno a gara per vedere chi fra tutti é il piú estroso e fantastico … devono tirar fuori il meglio della propria creativitá per convincere gli impollinatori a farsi una passeggiata in quei luoghi … mi ricordo del silenzio delle grandi distese di brugo delle Highlands di Scozia, uno dei luoghi piú suggestivi e meravigliosi del mondo ….

Non dico che le scope non siano importanti. Per alcuni piú che per altri peró, come qualcosa di aneddotico, come qualcosa che si scrive alla fine di una biografia, non all’inizio …., o no?

Indagando oltre, ho scoperto che… con la sua radice si fabbricano pipe. Il legno del brugo non ha anelli che accrescono con il passo degli anni ma in esso si formano righe: piú é vecchia la pianta piú sono le smagliature e piú si avvicinano fra di loro. Per fare una buona pipa, la radice di brugo deve essere sufficientemente compatta e porosa per cui, deve essere vecchia di almeno vent’anni. E comunque, piú é vecchia e meglio é.

… e sembra che gli api sono molto ghiotte del nettare dei suoi fiori.  A questo punto del blog conosciamo quanto sono golose le api (quasi quanto E.) per cui questa informazione non ci stupisce affatto. Fanno un miele di un colore bruno che é consigliato per i problemi cardiaci come le aritmie e per prevenire la formazione di calcoli e infiammazioni nella vescica, rene e uretra. É antireumatico e per il suo contenuto in minerali viene suggerito per l’anemia, l’inappetenza e la fatica.

Io preferisco il brugo protagonista delle atmosfere che impregnano i romanzi delle sorelle  Brontë, … le brughiere di Haworth, nello Yorkshire, dove sono visute Charlotte, Anne y Emily e dove cavalcano fino alla estenuazione lo spirito brado di Heathcliff e l’indole libera della raffinata Catherine Earnshaw in Cime Tempestose …Un idillio appassionato e romantico dove il profumo del brugo che ricopre le dune di quelle terre di bellezza gotica e vento ostile si mescola alla focositá e l’impeto passionale che sprigionano gli amanti ….

…. e non posso evitare di fantasticare sui mazzetti di fiori di brugo che le tre sorelle Brontë sicuramente creavano per adornare gli angoli della loro casa. Dico sicuramente perché,  non erano indifferenti alla bellezza dei suoi fiorellini e basta leggere i loro libri per capirlo…. e poi, comunque erano inglesi …

frutti selvatici dell’autunno: pirastu o pere volpine

nelle campagne in questo periodo si vedono questi alberi contorti, antichi e tenaci, con rami pieni di lunghe spine che schizzano in tutte le direzioni quasi senza più fogliame, a cui si aggrappano con forza queste bellissime palline, le pere volpine,  che sembra ti guardino con un solo enorme occhio ….

In sardo, pirastu.

Pero vi voglio anche parlare di certi esseri misteriosi…, i pii, un componente essenziale per ottenere e conciliare la bellezza e l’armonia di un luogo …

 

 

L’ho letto nel libro di Tiziano Terzani “UN INDOVINO MI DISSE”:

… ” In Thailandia, come in tutta la regione, in mezzo agli esseri umani in carne e ossa, vivevano tanti altri esseri, invisibili questi, creati dalla fantasia, dall’amore e dal timore della gente. Questi esseri si chiamano pii, spiriti.

Perchè i pii fossero contenti, stessero in pace e non dessero noia ai comuni mortali, in ogni angolo della città, in ogni strada, davanti a ogni casa c’erano dei tempietti dedicati a loro e la gente si curava di lasciarvi sempre del cibo, dei piccoli elefanti di legno, delle ballerine di gesso, un bicchierino pieno d’alcool e delle belle, profumate collane di fiori di gelsomino.

Ogni volta che si facevano le fondamenta di una nuova casa o si scavava un pozzo, subito si faceva anche un altarino allo Spirito della Terra per scusarsi del disturbo datogli con quei lavori e per chiedergli protezione nel tempo avvenire. Con le offerte, che poi venivano fatte regolarmente all’altare, si rinnovavano le scuse e le preghiere. Se nel corso di certi lavori era indispensabile tagliare un albero, c’era una speciale cerimonia con cui si chiedeva al pii della pianta il permesso di usare la sega ai suoi danni.

(…) Per ogni disastro che avviene c’è una immediata, ovvia spiegazione razionale (…) eppure la spiegazione dei pii è in fondo in fondo la più vera, la più giusta, perchè coglie l’essenza di quel che sta succedendo non soltanto a Bangkok, ma in tantissime altre parti del mondo: la natura si vendica sugli uomini che non la rispettano e che per pura ingordigia distruggono ogni tipo di armonia. ” …

 

Non vi viene voglia di accarezzare amorevolmente queste pere volpine? se non fosse che hanno certe spine …. Oltre che bellissime da ammirare nel loro ambiente o per fare bouquet sono molto buone da mangiare, se cotte. Crude sono un pò troppo dure e molto astringenti.

Le pere volpine hanno un elevatissimo contenuto di fibra che le rende adatte ai regimi dietetici dimagranti perchè, la fibra non solubile, assorbe parte degli zuccheri ingeriti con le altre sostanze, aiutando a ridurne l’assimilazione. Per cui, per esempio, se le abbiniamo con il cioccolato, l’assorbimento degli zuccheri del cioccolato sarà diminuito dalla fibra della pera … !!!!

siamo vissuti fino ad oggi senza una informazione fondamentale come questa ….. !!!!!

Si cuociono intere in acqua o vino, in una pentola o in forno. Si aggiunge abbastanza zucchero e qualche aroma, come la cannella o chiodi di garofano, se piace. Ci mettono più di un’ora a essere cotte. Io le ho cotte in acqua e zucchero e poi le ho messe in queste forme sopra una semplice pasta brisè con un pò di burro e zucchero. E al forno, per 10-15′.

E’ una cosa insolita che causa molta sensazione fra gli ospiti … cosi piccoline, e rotonde, con il picciolo ritto … hanno molta personalità, non è vero?

bacche rosse in autunno: il biancospino

un fiore bianco, piccolino e bellissimo in primavera e… bacche rosse pendule in autunno ….. il biancospino ….

forse l’unica ossessione delle piante è quella di riprodursi e uno dei modi che adottano è  facendo i semi. Con i fiori  attirano gli impollinatori e una volta che il processo è compiuto, il fiore appassisce, i petali raggrinziscono e cadono e il fiore si trasforma in un ricettacolo gonfio, pronto a far cadere i semi sul terreno. Spesso questo ricettacolo è un frutto. Oppure è un bellissimo marchingegno d’ingegneria con inserito un perfetto e stupefacente sistema di espulsione di semi !!! Ne avete mai osservato qualcuno ?

La teoria dice che, se noi tagliamo il fiore insieme con lo stelo, inganniamo la pianta e la costringiamo a rifare il fiore per supplire alla perdita dei possibili semi. Invece io penso che le piante siano talmente vanitose che gli piace da morire essere ammirate e coccolate e lasciare tutti a bocca aperta mentre comincia un susseguirsi di esclamazioni.

Nel 2010, Anno Internazionale per la Biodiversità, sono nate molte banche con l’obiettivo di conservare materiale biologico in base a criteri di endemicità, rarità e vulnerabilità, semi di specie alimentari e non. Banche con carattere commerciale o senza scopo di lucro. Alcune lavorano sull’ibridazione e sulla selezione genetica e molte archiviano le informazioni sulle specie conservate in database consultabili integrati con Index Seminum cartacei.

Tra le Banche dei semi senza scopi di lucro c’è la Millennium Seed Bank considerata la più grande raccolta di semi ex situ del mondo. E’ un progetto internazionale per la conservazione dei semi con lo scopo di tutelare la biodiversità, affrontare l’erosione genetica e contrastare l’estinzione delle piante spontanee minacciate, immagazzinandone i semi per un eventuale uso futuro. Organizza spedizioni in tutto il mondo per la raccolta dei semi delle piante sulla terraferma. Dove è possibile, le collezioni vengono mantenute nel paese d’origine e al Millennium Seed Bank Project vengono spediti i duplicati per l’immagazzinamento.

Quando i semi arrivano devono essere puliti e la loro identificazione confermata. Vengono asciugati, riorganizzati ed immagazzinati a temperature sotto allo 0 °C. Poiché i semi sono usati per le ricerche, periodicamente, le piante che in natura sono minacciate o in via di estinzione vengono fatte germinare e  fatte crescere per essere reintrodotte dove ce ne sia bisogno. I semi vengono forniti alle istituzioni secondo il principio dello scambio reciproco e senza scopo di lucro.

Ad aprile 2007, il Millennium Seed Bank Project ha acquisito il miliardesimo seme, un tipo di bambù africano della specie Oxytenanthera abyssinica.

La Sardegna è uno dei principali produttori di semi. Molto del riso che si produce nelle risaie della bella Sardegna si vende come seme.
Oggi mi sono concentrata sul rosso. Riso integrale rosso Ermes, sardo. Squisito. Profumatissimo. Mezzo cucchiaino di miele e peperoni rossi cucinati con un pò di olio e aglio.
A centro tavola il biancospino, che fa bene alle aritmie. Non sia che il cuore impazzisca di tanta bellezza ed emozione ….

bacche arancioni dell’autunno: la pyracantha

diversamente dai Paesi Baschi, dove se escludiamo le chiazze di gruppi di pini che però non sono autoctoni, le foreste sono decidue; per cui in autunno, il paessaggio si tinge di tutte le sfumature che vanno dal giallo al rosso e dal verde intenso al blu passando per il viola. Gli alberi, piano piano, si spogliano e ti trovi a caminare in mezzo a enormi quantità di foglie, a scivolare, a fare mucchi dove lasciarti cadere … si sente l’odore dell’humus e dei funghi e vedi il cielo dove prima non c’era. Bellissimo….

… In Sardegna molti dei boschi e delle foreste sono sclerofile cioè, i loro alberi non perdono il fogliame, sono sempreverdi, persistenti, chiamateli come volete. Alberi come leccio, sughero, corbezzolo, biancospino, ginepro, erica  … olivastro, mirto, lentisco, rosmarino, …  le foglie NON cadono! le piante si rinnovano ogni anno però senza rimanere nude!!!  guardi intorno e qualunque stagione sia, il paesaggio è sempre verde-grigio e però continua a fare caldo!!!! che fare ?

Bisogna guardare i dettagli, aprire bene gli occhi e imparare a riconoscere l’autunno non dalle foglie che cadono, che sono poche,  ma da altre cose. Per esempio dalle bacche e dai frutti. Tutte queste piante della macchia mediterranea che in primavera fanno sbocciare fiori meravigliosi di tanti colori e profumi da far impazzire le api,  in autunno si riempiono di bacche e frutti che io raccolgo con avidità e passione sia per creare i miei scenari di bellezza assoluta sia con l’ intenzione di fare qualche marmellata …. sicuro che con questo si fa una marmellata, vero?, sicuro.

Davanti a questa abbondanza, mi immagino che ogni giorno è una festa per cinghiali, cervi, mufloni, conigli, lepri, uccelli ….

Anche se continua a fare caldo e il sole è lì, io ho deciso che siamo in autunno e ho cominciato a fare i miei purè colorati. Un colore per ogni giorno. Oggi volevo fare un purè di zucca e mi ci voleva assolutamente la Pyracantha per decorare la casa. Palline arancioni di autunno … Per raccogliere questi rametti di Pyracantha ho camminato sotto un sole forte, perche l’ho vista da lontano, ho saltato un fossato e mi sono infilzata di spine dalle mani ai piedi dove portavo dei sandali-mini … però è così bella, così allegra e così autunnale ….. mettiamo l’autunno nella nostra vita !!!

Ricetta:

Meno male che per la zucca è stato più facile. L’ho comprata nel solito negozietto. L’ho cotta in un pò d’acqua insieme con qualche carota e una patata. E un pò di sale. Di solito mi piace aggiungere la scorza di un’arancia e un pochettino di burro e allora sembra veramente di essere a Versaille, nella stanza degli specchi, da quanto è raffinato il purè, però le nostre arance stanno ancora crescendo, sono ancora piccole e verdi.  Attenti però !!! nel caso in cui si voglia aggiungere la scorza di un’arancia bisogna essere sicuri che le arance non siano state spruzzate con qualche prodotto chimico !

Ho frullato il purè con l’olio di oliva e ho messo sopra delle foglioline di profumatissimo timo del mio giardino ….. delizioso e bellissimo ….

Come dessert  …. vi propongo un indovinello:

Continuando con lo spirito autunnale, da cui mi sono fatta conquistare, a distanza di pochi giorni ho fatto due torte. Una torta di mele, che mi piaceva mangiare da piccola con la pasta frolla, sopra la crema pasticcera e sopra le mele. E un Brownie, che ho visto fare a Berasategui (uno dei cuochi baschi più famosi) a Robin Food, il programma Tv. della televisione Basca.

La domanda del’indovinello è: qualle delle due torte ha durato meno di 15 ore?

Vi dico solo che forse non la farò più perche è troppo troppo  buona e potremmo diventare irreparabilmente dipendenti ….

Ricetta:

Far sciogliere 225 gr. di cioccolato con 170 gr. di burro.

Mescolare 170 gr. di uova + 340 gr. di zucchero + vanilla + sale.

Unire i due impasti. Aggiungere 113 gr. di farina.

Forno 180° 25 ‘.

fagioli rossi e altre bacche rosse autunnali

nei Paesi Baschi qualsiasi scusa è  buona per riunirsi in un grande gruppo di amici e familiari per mangiare. Adesso che siamo in autunno,  una delle scuse più ricorrenti è quella di dover fare ” una alubiada “ e cioè un pentolone grande di fagioli rossi con chorizo, morcilla, pancetta e chi più ne ha più ne metta. Come El Arbol de Gernika,  la Pelota o  la Tamborrada,  nei Paesi Baschi i fagioli rossi sono una istituzione.

Sono tre i tipi di fagioli baschi con eusko label: de Gernika, de Tolosa e la pinta de Alava.

Le piante di fagioli possiedono sia organi maschili che feminili; però comunque hanno bisogno di venire impollinate da un’ape che, passeggiando sulla corolla, abassi gli stami (parti maschili del fiore, coperti di polline) per portarli a toccare il pistillo (la parte feminile con l’ovaio) !!!!! non è incredibile? capite adesso perche Einstein disse che una volta sparite le api all’umanità restavano solo 5 anni di vita?

Vi ricordate del famoso orto di fagioli piantato dai miei genitori appena arrivati qui, in Sardegna, a casa nostra?

Per la prima volta da quando abito in Sardegna, a giugno, abbiamo avuto come ospiti i miei genitori a casa nostra. Tra le altre leccornie, hanno portato un pacchetto di semi di fagioli, del tipo “pinta de Alava”. Il giorno dopo che sono arrivati, si sono svegliati prestissimo la mattina, hanno infilato i nostri stivali di lavoro, hanno diserbato una parte del giardino e hanno piantato questi pregiatissimi fagioli. Tutto, prima di svegliarci. Due giorni dopo stavano già germogliando e in 90 giorni abbiamo avuto i nostri fagioli !!!! un record !!!!

Beh….,  abbiamo raccolto 2 Kg. di fagioli. Probabilmente sono i primi fagioli baschi nati in Sardegna … anche se non si può mai dire …..

Visti gli eccellenti risultati di coltivazione e considerando che questi fagioli, con eusko label, raggiungono nel mercato il prezzo di 7 euro al kilo,  E. ha cominciato a fare tutti i calcoli per lanciarsi in un import-export di fagioli baschi. Per cui, per un pò li abbiamo guardati con ammirazione e rispetto e un pò di soggezione; dopo di che, anche noi abbiamo cucinato e mangiato la nostra prima alubiada …. non in maniera ufficiale visto che non abbiamo invitato nessuno però…, tutto arriverà …

Ricetta:

Dopo averli messi in acqua fredda la notte prima, ho messo a cuocere i fagioli nella stessa acqua in cui erano a bagno, con un chorizo, due carote, due peperoni rossi secchi, una foglia di alloro, due spicchi di aglio, sale e olio di oliva. Io li cuocio in una pentola a pressione per 20′ e poi li lascio riposare affinchè il liquido ingrossi.

Ottimi!!!  Secondo mia sorella, la ricetta tradizionale ha raggiunto la perfezione, e cioè, non è più migliorabile. Per cui la foglia di alloro, un mio impulso, sarebbe assolutamente fuori luogo. Di più, rovina tutto il piatto !!!!

…  per smaltire e visto che un pò pioveva, cosa che mi rendeva felice e saltarellante, siamo andati a fare una passeggiata nei boschi dei dintorni dove l’autunno si fa notare e ho raccolto alcuni frutti rossi di rose selvatiche insieme a una profumatissima Smilax Aspera, tutti e due con delle pericolose spine …..

Una bellissima passeggiata autunnale …. ci voleva …

una acacia

oggi vi voglio parlare di un bellissimo e inaspettato regalo che ho ricevuto da E.

… pianteranno un albero in Niger col mio nome, un’acacia senegal più precisamente. La pianteranno a Dosso, a 150 chilometri dalla capitale Niamey, in una grande foresta che entro il 2015 sarà formata da otto milioni di alberi. E questa foresta la faranno a forma di cuore ….

L’obiettivo del progetto, promosso da Tree-Nation con il sostegno del Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente, è arrestare la desertificazione, la deforestazione e il cambio climatico e aumentare la produttività del terreno piantando alberi. In più, si combatte  la povertà perche le piantagioni di alberi favoriscono lo sviluppo dell’economia locale generando posti di lavoro e promuovendo pratiche agricole sostenibili.

I fiori che vedete nelle foto sono fiori delle acacie di Sardegna, bellissimi e contorti alberi che riempiono di giallo l’isola da febbraio alla fine di aprile. Dal mare all’entroterra.

Mi piacciono così tanto che prendo sempre un pezzettino di  qua e di là per rallegrare un pò la mia casa …

Qualche anno fa mi avevano regalato questi semi di acacia. Adesso che ho la acacia nel Niger, ho pensato che sarebbe bello seminare questi semi e piantare un albero fratellino gemello di quello del Niger qui, in Sardegna. E quando diventerà un pò grande e autosufficiente, lo libererò in qualche bel posto …

Vi farò sapere del suo andamento ….

la rosa di nonna Elena

dice Zygmunt Bauman nel suo libro “Amore Liquido”,

” (….) nel 1784 Kant osservò che il pianeta che abitiamo è una sfera, e meditò sulle conseguenze di tale banalissimo dato di fatto: poichè tutti noi abitiamo e ci muoviamo sulla superficie di tale sfera, non abbiamo altro luogo in cui andare e quindi siamo destinati a restare per sempre in reciproca compagnia e prossimità. Mantenere la distanza, e tanto meno aumentarla, è nel lungo periodo una opzione esclusa: il muoverci lungo la superficie sferica finirà col ridurre la distanza che si era tentato di accrescere. E così, la perfetta unificazione civile del genere umano è il destino che la Natura ha scelto per noi collocandoci sulla superfidie di un pianeta sferico, l’orizzonte ultimo della nostra storia universale che, stimolati e guidati dal raziocinio e dall’istinto di conservazione, siamo destinati a perseguire, e a tempo debito a raggiungere. Prima o poi, ammonì Kant, non ci sarà uno spazio vuoto dove potranno avventurarsi quelli di noi che si trovano troppo scomodi o stretti: luoghi gia popolati. E quindi la Natura ci impone di considerare la (reciproca) ospitalità quale precetto supremo da abbracciare (…)”

 

Oggi vedrò la mia amica A. Sono molti anni che non la vedo. Sarà cambiata ?

un bouquet

mi piace molto fare dei bouquet da mettere in casa.

Combinare i colori e le forme delle piante.

Mia nonna, amama Candi, nei Paesi Baschi le chiamiamo cosi le nonne, amama, è bravissima a farli, sia con i fiori freschi sia con quelli secchi. Mia nonna e’ una bellissima donna di 96 anni che è sempre stata molto elegante. Si veste sempre bene, anche quando è in casa si mette dei gioielli che cambia ogni giorno e si profuma, un pò di profumo di fiori oppure di erbe. Ha un grande rispetto e senso della dignità verso la sua stessa persona. E’ una donna cui piace curare i particolari, che è la cosa che fa la differenza. Le piace vivere in mezzo alle cose belle, come a me, e ci riesce. Un piccolo fiore qui, una foto, una scatola, un tessuto,…. niente di pretenzioso o di caro ma bello. E con naturalità.

questo bouquet l’ho fatto con l’ultimo fiore di camelia del mio giardino e qualche ramo di elicriso.

Qualche anno fa ho visto una dimostrazione di Ikebana a Firenze, l’arte giapponese dei fiori. Mi sembra il massimo della loro espressione artistica. Secondo quello che dice la brochure che mi hanno dato lì, per la filosofia di Mokichi Okada, il fondatore della scuola Sagetsu, la purificazione dello spirito mirata alla salvezza avviene attraverso la bellezza. E’ di vitale importanza far accrescere in ognuno di noi la consapevolezza attraverso la bellezza e dovremo essere in grado di entrare in contatto con la bellezza facilmente e senza limiti di tempo o spazio. Riteneva che il  mezzo ideale per diffondere la bellezza fosse quello di incoraggiare la gente a coltivare e distribuire i fiori disponendo composizioni floreali nelle stanze delle proprie abitazioni o in altri edifici, in modo che i fiori possano essere visti e apprezzati dalla gente, nella convinzione che la presenza ornamentale di anche  un solo fiore rallegri l’atmosfera. Secondo Okada, composizioni di fiori dovrebbero essere poste in tutte le istituzioni pubbliche, comprese le prigioni e le celle, avrebbero un effetto positivo sulla coscienza dei detenuti: “se ci fossero fiori ovunque ci siano persone, tutte le negatività si attenuerebbero considerevolmente”.

Credeva fermamente che i fiori liberino la bellezza insita nell’ uomo e lo ispirino a creare un mondo migliore.