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nel libro “Felici i Felici i” di Yasmina Reza, uno dei personaggi guarda attraverso il finestrino del treno nel quale viaggia e nella periferia di una città nota una casa di mattoni rossi con gerani alle finestre.     – ” In quella casa qualcuno ha deciso che dobbiamo essere felici” – pensa

La  felicità, si può decidere?

C’è una parte di noi che deve decidere di essere felici per essere felici?

Bisogna disporre di uno stato d’animo orientato alla felicità?

E i gerani, … evocano essi la felicità?

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…. e se dopo aver sfiorato una pianta di ortica vi fa prurito, basta sfregare la zona con qualche foglia di menta e passerà subito. Me l’ha detto Onintza, e se lo ha detto lei ……

RICETTA:

- Mettere 25 cl. di latte in un pentolino e aggiungere 50 gr. di zucchero. Quando arriva ad ebollizione, metterci una manciata di foglie e fiori di menta e lasciate in infusione per 10 minuti.

- Nel frattempo mescolare 3 tuorli con 50 gr. di zucchero fino a ottenere un composto chiaro e spumoso. Rimettere il latte sul fuoco e al primo segno di ebollizione togliere la menta, versare il composto di uova e zucchero e mescolare. Mescolare in continuazione e cuocere senza arrivare mai all’ebollizione.

- Togliere dal fuoco, aggiungere 12 cl. di panna liquida, mescolare bene e versare il composto in gelatiera per almeno 40 minuti. Se qualcuno non avesse una gelatiera, come é il mio caso, riporre il composto in un contenitore, metterlo nel congelatore e tirarlo fuori ogni mezz’ora per frullarlo finche non acquista la consistenza del gelato.

- 5 minuti prima che il gelato sia pronto si possono aggiungere gocce di cioccolato, ne bastano 50-60 gr,

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FIORI DI ZUCCHINA ALLA ROMANA

Cogliere i fiori molto presto la mattina. Considerate che questi fiori sono molto mattinieri e se alle 6.00 del mattino sono già aperti verso le 10.30-11.00 si chiudono e allora e più difficile riempirli senza romperle.

- Lavare in acqua fredda ed asciugare. Chi vuole può togliere il pistillo, ci sarà più spazio per il ripieno. Io non lo tolgo. E’ buono da mangiare.

- Tagliare la mozzarella in quadrati. Spezzettare acciughe sotto sale, a piacimento, e riempire i fiori facendo molta attenzione. Chiudere e mettere nel frigo fino al momento di friggere.

- All’ora di mangiare, preparare l’impasto: un pò di farina + acqua fredda + olio + sale. Deve essere abbastanza solido perche seno scivolerà via dai fiori.

- Friggere e mangiare caldi.

In Italia vano pazzi per questi fiori. Si vendono nei mercati e un mazzo di una decina di fiori costa intorno a 1 euro

Sono veramente buonissimi !!!!!!

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e per dormire bene …

Infuso di Papavero, PAPAVER RHOEAS:

- Mentre si lavano i petali di papavero in acqua fredda, mettere mezzo litro d’acqua a bollire + 50 gr. di zucchero. Lasciare che si sciolga.

- Togliere l’acqua dal fuoco e mettere in infusione 50 gr. di petali di papaveri + il succo di mezzo limone. Se si usano petali di papaveri essicati bastano 20 gr. di petali.

- Lasciare riposare per una decina di minuti, filtrare con un colino ed é pronta.

Si puo bere sia calda che fredda.

E’ molto benefico per il suo effetto sedativo, calma l’eccitazione nervosa e per chi soffre di tosse notturna, se si beve la sera prima si assicura un sonno tranquillo.

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…  mangiavamo tantissimi di questi fiori da piccoli, quando giocavamo nei campi. Non so se lo abbiamo fatto spontaneamente o se qualcuno ci disse che erano buoni e dolci da mangiare ….

Fa clic su LANDABERRI-maiatzak-5/ e ascoltami nella radio ……

RISOTTO DI TRIFOGLIO DEI PRATI E TRIFOGLIO BIANCO ( TRIFOLIUM PRATENSE/ TRIFOLIUM REPENS)

- Raccogliere una manciata di foglie e fiori di trifoglio, pulire in acqua fredda, tritare insieme a una cipolla e soffriggere con un po di olio e uno spicchio di aglio. Aggiungere il riso. In questo caso ho usato riso nero, riso venere di Sardegna. Anche il sale.

- Mentre si gira il riso cominciare ad aggiungere il brodo, piano, un mestolo alla volta. Quando avremo incorporato tutto il brodo necessario per far cuocere il riso unire 50 gr. di burro e tutto il formaggio parmigiano che si vuole. Il riso deve apparire ben mantecato.

- Servire quando è ancora caldo decorato con fiori e foglie di trifoglio (che si mangiano).

Buon appetito !!!

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come il loro stesso nome indica, i primi fiorellini che annunciano la primavera, LE PRIMULE.

ascoltami nella radio facendo clic su /LANDABERRI-martxoak-31/

CANNELLONI RIPIENI DI PRIMULE.

- Compriamo un rotolo di pasta sfogli, lo avvolgiamo in una canna (che previamente avremo unto con dell’olio), lo tagliamo della lunghezza che desideriamo e lo mettiamo al forno a 200° per 10′. Quando è pronto, smontare e avvolgere la parte finale dei cannelloni con il film (per non far uscire il ripieno).

- Raccogliere una manciata di foglie e fiori di primula. Pulire con acqua fredda, mettere da parte i fiori piu belli e tagliuzzare il resto con l’aiuto di una mezzaluna. In una padella, con un pò di olio, soffriggere leggermente. Mettere da parte.

- In un’altra padella, mettere 2 cucchiai di olio e 40 gr. di burro. Quando si sarà sciolto, aggiungere un cucchiaio di farina. Farlo cuocere e aggiungere latte freddo, poco alla volta senza smettere di rimuovere finche non diventa una bella besciamella.

- Aggiungere le primule soffritte e un pò di baccalà dissalato e sminuzzato.

- Continuare a rimuovere finche si sarà ben amalgamato.

- Riempire i cannelloni con la besciamella. Lasciare che si raffreddi, togliere il film e appoggiare un fiore di primula su ogni cannellone e mettere al forno per 30 secondi ……. E QUANDO APRIRETE IL FORNO  VI SENTIRETE INONDATI DAL  MERAVIGLIOSO PROFUMO DEI FIORI DI PRIMULA.

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… per convincervi ad assaggiare questa CREMA ALLA CALENDULA potrei dirvi che tradizionalmente, dal s. XII, la calendula è stata utilizzata per alleviare i dolori di stomaco, l’ulcera gastrica e le irregolarità mestruali (anche se non ci sono probe scientifiche che dimostrino la sua efficacia).

Forse sveglierei una maggiore curiosità in voi se vi dicessi che la calendula è famosa per le sua proprietà nella cura di problemi della pelle, come vi avevo già detto l’estate scorsa e che troverete facendo clic su  CALENDULA.

Però no, vi dirò soltanto che la crema di cui vi parlo oggi è buonissima, ha un sapore leggermente dolce che ricorda alla carota.  Perché non c’è niente di più bello di mettere fiori nel piatto, perché il mangiare diventa come partecipare a una installazione artistica, si potenzia il genio !!!

E, per ascoltarmi nel programma LANDABERRI della Radio Vasca, se volete sapere quanto ci divertiamo Onintza ed io insieme e volete praticare la lingua vasca, fatte clic su  LANDABERRI/ euskadi-irratia/otsailak-24.

CREMA ALLA CALENDULA ( CALENDULA OFFICINALIS)

- Cuocere due patate grandi in una pentola con un pò di sale e fare una purea.
- In un altra pentola scaldare 1/2 l. di brodo vegetale, va bene anche di dado. Tritare 100 gr. di fiori di calendula con la mezzaluna, versarli nel brodo e far bollire per 10′.
Se usate anche la parte verde del fiore il suo sapore sarà più deciso, più forte. Se volete un sapore più morbido usate solamente i petali del fiore.
- Tritare il porro e stufarlo in una padella con un pò di olio.
- Unire il porro + brodo di calendula + purea di patate e cuocere tutto, mescolando, per  10′.

Servire adornato con petali freschi di calendula….. SPETTACOLARE !!!!!!! per scaldarci mentre continuiamo ad aspettare la neve che deve arrivare …..

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… e un áltra volta la mia cucina e diventata un laboratorio …. e mi piace, mi piace molto quando mi metto il grembiule da chimico ….

Sono i miei amici Irene e Giovanni che mi hanno parlato per la prima volta della lisciva l’inverno scorso. Lei di Milano lui di Oristano. Lei bionda lui bruno. Lei architetto lui biologo marino. Due caratteri forti. Hanno comprato un terreno in una delle zone piú fertili della zona e hanno deciso che oltre a saponi vogliono produrre ortaggi e frutti che assomiglino a loro. Un giorno sono venuti a pranzo da noi e dopo che abbiamo finito tutto quello che c’era di mangiare e da bere, in un momento di pausa, abbiamo fissato lo sguardo nel camino che era acceso e cosí si sono ricordati della lisciva  … e il resto é storia ….

Questa qui é la loro ricetta ….

Ascoltami nella radio facendo clic qui LANDABERRI  20120120/

 

Come fare la LISCIVA:

Abbiamo bisogno della cenere di legno setacciata per mettere da parte i pezzi di legno non ben bruciati.

La pentola che useremo sará in acciaio, mai in alluminio. Prima di cominciare il lavoro ci metteremo guanti e occhiali per evitare ferite indesiderabili perché la lisciva é corrosiva: se il pH della nostra pelle é di 5,5 quella della lisciva é di 10. Si conserva in bottiglie di vetro e dura per anni ….

- La relazione di volume fra cenere ed acqua é di 1-4. Abbiamo bisogno di 1 volume di cenere  setacciata per ogni 4 volumi di acqua.

- Far bollire per circa 2 ore. Assagiarlo con la punta della lingua e quando pizzica é pronta. Non farlo bollire per troppo tempo perché otterremo una lisciva troppo forte e aggressiva sia per la nostra pelle sia per l’ambiente

- Farlo decantare per tutta la notte.

- Filtrare con una pezza di cottone con l’aiuto di un mestolo per non smuovere troppo la cenere che si é depositata. La lisciva é trasparente.

E’ sufficiente mezzo bicchiere di lisciva per fare piatti, lavatrici e lavare in terra. Si puó usare insieme al solito detersivo per potenziare la azione disinfettante, sbiancante ed sgrassante.

Non usarlo per lavare marmi e legni !!!!

 

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…. come facciamo noi, le persone, che per festeggiare un giorno speciale ci sforziamo per essere eleganti e belli, quando celebrano un santo, quando i paesi della Sardegna sono di festa, vengono adornati, si impreziosiscono. Qualche giorno prima fanno una pulizia accurata di tutte le strade, compresse le erbacee, appendono bandierine colorate in aria, mettono fiori fresche davanti alla chiesa e uomini e trattori si danno appuntamento per andare in montagna a prendere grandi rami di alloro che poi vengono legati lungo le strade del paese a ogni palo verticale in cui ci si imbatte: pali della luce, segnali di traffico, balaustre, semafori. E anche ai lati delle porte delle case ….

….non so se fanno così in tutta la Sardegna ma qui, da queste parti, fanno così ….

Ma voi, lo sapevate che le foglie di alloro secche sono buonissime per aiutare a fare una buona digestione? acoltami nella radio facendo clic qui LANDABERRI/urtarrilak 6

PER FARE L’INFUSO DI  ALLORO  (LAURUS NOBILIS)

- Bollire l’acqua. Quando l’acqua bolle, spegnere il fuoco e versarci 2 foglie di alloro secche e spezzettate e lasciare in infusione per almeno 10′.

- Aggiungere la scorza di limone non trattato (tagliandola a forma di bastoncini) e lasciar riposare l’infuso per altri 5′.

- Filtrare. Nel caso in cui volessimo renderlo un po’ più dolce, aggiungere un cucchiaio di miele.

E’ fondamentale bere l’infuso dopo il pasto quando è ancora caldo.