A. nel Paese delle Meraviglie

… A un tratto s’imbatté in un tavolino a tre gambe, tutto fatto di vetro; sopra c’era soltanto una minuscola chiave d’oro, e il primo pensiero di A. fu che fosse la chiave di una delle porte della sala; ma, ahimé! o il lucchetto era troppo grande, o la chiave era tropo piccola: in ogni caso non apriva nessuna di quelle porte. Tuttavia, al secondo giro, si trovò davanti a una tenda bassa che prima non aveva notato, e dietro scoprì una porticina alta forse quaranta centimetri: cercò di far entrare la chiavetta d’oro nella serratura, e , con sua grande gioia, vide che ci riusciva!

A. aprì la porta e vide che dava su un piccolo corridoio, non molto piu largo della tana di un topo: si inginocchiò e scorse oltre il corridoio il più bel giardino che avesse mai visto.

… A un tratto s’imbatté in un tavolino a tre gambe, tutto fatto di vetro; sopra c’era soltanto una minuscola chiave d’oro, e il primo pensiero di A. fu che fosse la chiave di una delle porte della sala; ma, ahimé! o il lucchetto era troppo grande, o la chiave era tropo piccola: in ogni caso non apriva nessuna di quelle porte. Tuttavia, al secondo giro, si trovò davanti a una tenda bassa che prima non aveva notato, e dietro scoprì una porticina alta forse quaranta centimetri: cercò di far entrare la chiavetta d’oro nella serratura, e , con sua grande gioia, vide che ci riusciva!

A. aprì la porta e vide che dava su un piccolo corridoio, non molto piu largo della tana di un topo: si inginocchiò e scorse oltre il corridoio il più bel giardino che avesse mai visto.

Quanto desiderava uscire da quella sala buia, e passeggiare tra quelle aiuole di fiori variopinti e quelle fresche fontane! Ma non riusciva a infilare nella porta neppure la testa; ” e anche se riuscissi a infilarci la testa” pensò la povera A. “non servirebbe a molto se non ci passano le spalle. Oh, quanto vorrei accorciarmi come un cannocchiale! Ce la farei, se solo sapessi da che parte cominciare. Perché vedete, ultimamente erano successi cose così straordinari che A. aveva cominciato a pensare che pochissime cose fossero davvero impossibili.

Aspettare accanto alla porta sembrava del tutto inutile, perciò A. ritorno accanto al tavolino, (…) questa volta trovò una bottiglietta (” sono sicura che prima non c’era”) che aveva intorno al collo un’etichetta, con la scritta “BEVIMI” magnificamente stampata a grandi caratteri (…)

A. si arrischiò ad assaggiarne il contenuto, e trovandolo molto gradevole ( in effetti era un sapore misto di torta alle ciliegie, crema, ananas, tacchino arrosto,, caramello e perfino toast col burro) se lo bevve d’un fiato.

“che strana sensazione” si disse A. “Mi sembra di accorciarmi come un cannocchiale”. Ed era proprio così: adesso era alta soltanto venticinque centimetri, e il viso le si illuminò al pensiero che ormai era della misura giusta per passare dalla porticina ed entrare in quel grazioso giardino (…);

Ma povera A.! quando arrivò alla porta si accorse di aver dimenticato la chiavetta d’oro, e quando torno al tavolo per prenderla, scoprì che non ci arrivava in nessun modo: la vedeva molto distintamente attraverso il vetro, e fece del suo meglio per arrampicarsi su una gamba del tavolo, ma era troppo scivolosa; e quando ci fu stancata di provarci, la poverina si mise a sede per terra e scoppio a piangere.

“Su, é inutile piangere così!” disse A. a sé stessa, piuttosto aspramente.

Sherloch Holmes e i fiori

… dice Sherlock Holmes  ….

“… A mio parere la nostra certezza suprema della bontà della provvidenza é nei fiori. Tutte le altre cose, le nostre facoltà, le nostre ansie, il nostro alimento, sono, in realtà, essenziali per la nostra esistenza in prima istanza. Però questa rosa é un extra. Il suo aroma e il suo colore sono un abbellimento della vita, non condizione indispensabile di essa. Soltanto la bontà dà più di quanto é dovuto ed é per quello se dico che dai fiori si possono derivare grandi speranze  … “

tximeleta

l’ho vista che svolazzava nel mio giardino tutta esultante e … ZUM! mi è venuta in mente la canzocina che cantavo a scuola quando avevo 3 o 4 anni ….

Le cose che si imparano quando piccole non si dimenticano mai !!

Tximeleta mendian lore baten gainean,
hegoak geldi zeuzkan gaixoturik zegoan.

Tximeleta bakarrik, tximeleta tristerik.
Nork nahi luke sendatu, tximeletatxo hori?

Tximeleta mendian…

Lorez lore hor dabil burrun-burrun erlea.
Ikusiko ote du tximeleta gaixoa?

Tximeleta mendian…

Erleak ikusirik tximeleta gaixorik,
“nik sendatuko zaitut” dio tximeletari.

Tximeleta mendian lore baten gainean.
Poz-pozik esan zion: “mila esker, erlea”.

Su un fiore, in montagna, una farfalla non riesce più a muovere le ali perché è malata. E’ sola e triste, chi la guarirà? Li vicino si trova un ape tutta laboriosa, brrrrr-brrrrr che salta di fiore in fiore. Vede la farfalla e dice < ti guarirò io ! La farfalla guarita, molto felice, ringrazia il ape ……

L’ho detto, una canzone per bambini piccoli-piccoli ….

crisolina americana

se qualcuno viene nel mio giardino surrettiziamente e comincia a mangiare le foglie della lavanda, rosmarino e perovskia mentre con un occhio controlla lo stato degli steli dei fiori per poter continuare a mangiarli e così rovinarmi lo spettacolo della loro fioritura allora …. QUESTA E’ UNA DICHIARAZIONE DI GUERRA !!!!E voi mi direte, ma poverini …. la natura li ha fatti così, che colpa hanno loro ….. Eh no signori miei !!!!! …… Prima di tutto sono loro a scegliere in che giardino andare e non MI VA PER NIENTE BENE che vengano nel mio e soprattutto quando stiamo parlando di Sardegna dove c’è una campagna infinita, a perdita d’occhio, piena di lavanda selvatica, timo e rosmarino di cui potrebbero cibarsi. Non c’è la perovskaia? …. non possiamo avere tutto !!! Se vengono nel mio giardino cavoli loro ….

Questo insettino, la crisolina americana, è un coleottero che con il suo robusto apparato boccale masticatore si nutre in maniera vorace delle foglie e fiori di piante aromatiche, devastandole. Si installa nella parte apicale delle piante e mangia e mangia e cresce e cresce fino a 8 mm. E’ facile vederli perchè sono di un colore metallizzato verde con strisce rossi verticali anche se a distanza sembrano neri. La prima volta che li ho visti non mi sono allarmata. Con il passare dei giorni ho notato che stavano cominciando a essere in molti e che le foglie delle mie piante stavano cominciando ad assomigliare alle città tedesche bombardate dagli alleati nella II Guerra Mondiale … mi sono informata e ho cominciato a temere per i FIORI e a pensare a un piano d’azione !!!!

Non ho mai preso in considerazione l’uso dei veleni, quindi che fare? Ci voleva E. che ha pensato alla soluzione più semplice: cacciarle una ad una, a mano, mettendole in una bottiglia dal collo stretto e col tappo. Troppo grandi per schiacciarle sul momento …. Nella bottiglia ho messo un pò d’acqua per rendere difficile i loro ipotetici spostamenti verso l’uscita. E così muoiono soffocate, credo. E’ facile cacciarle perchè rimangono ferme sulla foglia. Addirittura, se durante la caccia qualcuna cade, dopo qualche ora la si puo trovare nello stesso posto. Il primo giorno avrò preso una cinquantina di crisoline e da allora controllo il giardino tutti i giorni e ne trovo sempre qualcuna.

Se decidete di usare insetticidi fate attenzione a non usarli quando le piante sono in fiore perchè sarebbe pericoloso per le api che se ne nutrono.

Non abbassate la guardia però: in estati molto caldi la crisolina potrebbe rimanere inattiva riprendendo la sua azione dannosa a fine estate, quando si riproduce deponendo le uova, a piccoli gruppi, sul lato inferiore delle foglie. Poi, le larve si sviluppano in autunno e rimangono un’altra volta inattive nei mesi invernali più freddi.

Per il momento le mie piante possono tranquillamente concentrarsi sui loro fiori …. mi scuserete se non vi propongo una ricetta con le crisoline?

nasturzio

vi è mai capitato di rimanere perplessi quando qualcuno vi ha rivolto un invito del tipo << ti aspetto a cena da me all’ora in cui schiudono i garofani. Porta una bottiglia di vino rosso…>> ?!?!?
I garofani schiudono verso le otto di sera ….

I fiori si aprono a diverse ore della giornata. Come per le persone, per alcune piante gli orari di apertura e chiusura delle corolle dei fiori è geneticamente predeterminata mentre per altre dipende dalle condizioni meteorologiche e sono funzionali all’attività fisiologica: hanno bisogno del calore e dalla luce solare per attivare un meccanismo di apertura dei «petali» controllato dall’umidità dell’aria. Comunque, si riescono a trovare specie vegetali che a ogni ora del giorno e della notte aprono i propri fior.

La riuscita dell’Orologio di Flora dipende da molte variabili ma, senza cercare la esattezza matematica, … mi sembra una buona idea quella di scandire la nostra giornata con i fiori. Immaginatevi! Visto che non possiamo portare un giardino ne nel polso ne nel cellulare il mondo sarebbe pieno di giardini che ci aiuterebbero ad arrivare in tempo ai diversi appuntamenti del giorno …. E questo sistema ci costringerebbe a guardare i fiori e a notarli. Il che non potrebbe che inondarci di bellezza …. bellezza che ci porteremo appresso per tutto il giorno …. !!!!

Certo, il massimo di splendore di questo orologio è tra maggio e luglio, quando sbocciano i fiori di quasi tutte le specie, ma ….

Nel XVIII secolo, mentre era intento nel mastodontico lavoro di classificare tutte le specie animali e vegetali conosciute, il grande naturalista svedese Carl Linnaeus poté osservare nei minimi dettagli i cicli biologici e i comportamenti di numerosissime piante. Fù così che gli venne in mente un’idea brillante: si divertì nell’ identificare 24 piante i cui fiori sbocciassero nelle 24 ore del giorno. E così realizzò l’Orologio di Flora  -che prevedeva varietà di fiori locali e per ciò valido solo per la latitudine di Uppsala.

I membri della ricca nobiltà europea che cercavano in continuazione nuovi passatempi perché, non avendo lavori mastodontici da portare avanti si annoiavano da morire, seppero di questa fantasticheria e tutti desiderarono uno. Non si erano ancora inventati i diritti d’autore perciò, senza lasciar passare più tempo misero tutti i loro giardinieri al lavoro; adattarono l’orologio alla realtà climatica dei diversi paesi europei e subito divento di moda. Un clamoroso successo.

Negli anni e nei secoli successivi ci siamo dedicati in corpo ed spirito alla produzione industriale.

L’ho cercato da per tutto ma non sono riuscita a sapere a che ora sbocciano i nasturzi. Non è semplice scoprirlo neanche quando ho l’opportunità di osservare da vicino nel mio giardino. Però il nasturzio non dovrebbe mancare in un orto perché: … agisce contro le LUMACHE, FORMICHE E TOPI, respinge i PARASSITI delle cucurbitacee, gli INSETTI della zucca i COLEOTTERI dei cetrioli e i diversi BRUCHI. In più può attrarre i benefici insetti predatori.

E in più, che è quello che piace a me,  …. è squisito da mangiare ….

NASTURZIO RIPIENO DI CREMA DI FORMAGGIO E SALMONE  ….

Ricetta:

- Raccogliere fiori di nasturzio non trattati, lavare in acqua fredda con cura.

- In un bol mescolare formaggio spalmabile + salmone affumicato tagliato a pezzi + 1 cucchiaio di succo di limone + sale + pepe. Mescolare per bene.

- Aggiungere 1 cucchiaio di capperi. Mescolare.

- Con l’aiuto di un cucchiaino, con cura, riempire i fiori e avvolgerli per bene con i petali.

Vi stupiranno per come sono buone !!!

papavero viola

l’ho trovato …. il papavero viola esiste …. !!!! esiste !!!

vi ricordate la mia delusione quando avevo confuso i papaveri blu con gli ANEMONI?

….. però l’ho trovato !!!!! un’altro di quei segreti della Sardegna …

Dice così Chuck Palahniuk nel suo libro “RABBIA” ….

<<< Irene Casey ( O Madre di Rant): Per quel che mi ricordo, Chet e Buddy all’inizio non mangiavano lenti. Gliel’ho dovuta insegnare io. Non ne potevo più di passare ore a preparare una torta di cioccolato farcita e vedere Chet a Buddy che se la spazzolavano in tre bocconi. Tutti e due. Si infilavano in bocca una fetta dopo l’altra, finché nel piatto non restavano soltanto le briciole. E mentre si ingozzavano con la roba che io avevo cucinato parlavano già di qualcosa da fare dopo o leggevano un catalogo, o ascoltavano le notizie alla radio. Come se vivessero costantemente nel futuro, mesi e mesi avanti.

L’unica eccezione era quando il cibo in tavola lo portavano loro. Ogni volta che Chet ammazzava un’anatra, a tavola non si faceva che parlare di quanto era buono. Oppure quando Budy pescava le trote. Anche lì passavamo tutta la sera a mangiare. Perché ovviamente la trota ha le spine. Con l’anatra bisogna stare attenti ai pallini d’acciaio. Se non presti attenzione al cibo che mastichi, prima o poi il prezzo lo paghi. Ti va una spina di pesce per traverso e muori soffocato, oppure ti si pianta un ossicino nel palato. Oppure trovi un pallino da caccia e ti spacchi i denti.

Dagli appunti di Green Taylor Simms: Le scritture della famiglia Casey stabiliscono: “Per preparare un piatto saporito, l’ingrediente segreto è qualcosa che faccia male

(…) Irene piazzava delle trappole nel cibo perché la sua famiglia li stava troppo a cuore.

Basin Carlyle (…) Il trucco grazie al quale la gente assaporava per bene la crostata di pesche di Irene era buttarci dentro qualche nocciolo di ciliegia. Rischiavi di spaccarti la mandibola. Il segreto della sua torta di mele era mescolare all’impasto un bel pò di schegge affilate di guscio di noce.

Quando mangiavi il suo pasticcio di tonno non parlavi, e nemmeno ti mettevi a sfogliare il “National Geographic”. Gli occhi e le orecchie rimanevano concentrati sulla bocca. La tua bocca era tutto il mondo, perché dovevi testare con la lingua, stare attento alle palline di carta stagnola che Irene Casey aveva nascosto nei pezzi di tonno. Mangiando lentamente, uno degli effetti era che sentivi davvero i sapori, e la roba era più buona. Magari altre cucinavano meglio, ma uno non se ne accorgeva.

Irene Casey: L’avevo capito: fintanto che il sapore supera il dolore, la gente continua a mangiare. Fintanto che il piacere è più della sofferenza. >>>

Se diamo per buono il presupposto che la realtà supera sempre la finzione bisogna dire che, in giro,  c’è gente molto più strana di quelle che cercano con trepidazione i papaveri viola, vero ?

pansé o viola del pensiero

… il loro sembra un viso con le sue sopraciglia, due guancie, un naso, un mento e strisce nere come dipinte col inchiostro che figurano degli occhi sul punto di esplodere in una risata …. Cosa staranno pensando le pansé?

Senza dubbio una delle mie piantine predilette ….

> bacia e guarda su

> bacio dietro il cancello del giardino

> baciami oltre il cancello del giardino

> baciami in fretta

> salta su e baciami

> su e giù

> incontrala al ingresso e baciala in solaio

> pace del cuore

> amore inoperoso

Sono alcuni dei nomi con cui la sentirete nominare in Inghilterra. Questi fiorellini hanno sempre affascinato la gente, svegliando in loro fantasie romantiche …

Tanto è vero che, nel libro Sogno di una Notte di EstateShakespeare si inventa un succo di viola del pensiero che Puck, il folletto del re delle fate, strizza negli occhi dei personaggi addormentati nel bosco che, al risveglio, si innamorano della prima creatura che vedono. Causando con questo gesto una terribile confusione dovuti agli errori di identità che ne susseguono.

E dopo una assenza abbastanza lunga,  e non è perché vi ho dimenticato, per ricominciare a trafficare nel nostro laboratorio-cucina vi propongo una ricetta che, in completa sintonia con la personalità delle pansé, è come un gioco …. Per fare qualcosa di diverso dalla solita spremuta:

LE CARAMELLE GELEE ALLE VIOLE DEL PENSIERO

Per le gelèe all’arancia e viole del pensiero ….

- Mettere 8 foglie di colla di pesce a bagno nell’acqua fredda per circa 10′
- Scaldare 150 ml di succo di arance in un pentolino + 200 gr. di zucchero + 2 cucchiai di succo di limone
- Quando bollirà aggiungere la colla di pesce ben strizzata
- Versare il tutto in una forma, da plumcake o stampi di silicone …. Lasciare quasi raffreddare e adagiare sopra le pansè pulite e senza le parti verdi.
- Mettere nel frigo per qualche ora.
- Sformare la gelatina, tagliarla in cubi e passarli nello zucchero

Stesso procedimento per le gelèe al mirto ……

E adesso, volete sapere qual è il nome più allucinante che si è dato a un fiore e che mi è capitato di sentire mai? “welcome-home-husband-thought-never-so drunk“  cioè “bentornato-a-casa-marito-mio-anche-se-mai-così-sbronzo”

… cose degli inglesi …..

Curiosità tratte e lette nel libro “Elogio delle erbacce” di Richard Mabey

zafferano

non so se a Elvio li sarà venuto in mente di fare come Carlo Magno che, conoscendo l’elevatissimo valore dello zafferano, nei suoi viaggi lo portava sempre con se come merce di scambio per comprare tessuti pregiati, gemme preziose …

Quando, in piena caldissima estate vi ho raccontato della lavanda di Elvio in  AINHOAINSARDINYA.LAVANDA , vi avevo detto che sarei tornata da lui, ve lo ricordate? che sarei tornata alle terre del Sinis, a Riola, molto vicino alle spiegge più belle dell’universo …..

ecco, adesso che siamo in autunno ci sono tornata, e guardate che meraviglia …… non me lo aspettavo così bello, la verità … !!

Lo Zafferano sono la parte terminale, stimmi, di colore rosso intenso, dell’apparato riproduttivo femminile del fiore del Crocus sativus Linnaeus. Il Croco fiorisce ogni giorno, per circa due settimane, in autunno, in questa epoca dell’anno. E si raccoglie manualmente ogni giorni, all’alba, prima che il sole sia alto. Poi gli stimmi vengono staccati, di solito ogni fiore ne ha tre, si preparano per la essicazione con un po’ di olio extra vergine di oliva,  e si mettono vicino al caminetto, al sole o in essiccatoi.

Gli stami gialli invece, sono l’organo sessuale maschile del fiore. Non hanno alcun sapore e spesso si può trovare misto nei zafferani più economici.

Per fare 1 gr. ci vogliono 150 stimmi.

Adesso sto zitta e vi lascio godere del spettacolo di questi meravigliosi FIORI DI ZAFFERANO DI ELVIO SULAS

 

 

Lo zafferano ha moltissime proprietà. Pare che sia in grado di contrastare l’invecchiamento della pelle, favorire la digestione, abbassare la pressione e ridurre il colesterolo. Ha molte carotenoidi che si legano ai radicali liberi e li neutralizzano innalzando così le difese immunitarie. La crocetina, crocina e picrocrocina fanno della zafferano un antiossidante.

Bisogna però fare attenzione quando si usa lo zafferano perchè è molto tossico. E’ sconsigliato in caso di gravidanza, di allattamento, di scopi terapeutici senza controllo medico e in dosi superiori a quelle indicate come inoffensivi. 20 gr. al giorno di zafferano potrebbero risultare mortali, 10 gr. potrebbero provocare un’ aborto e 5 gr. potrebbero scatenare gravi disturbi emorragici, vomito e collasso.

Fortunatamente per la nostra salute, per la nostra tasca, e per poter concederci un pò di bellezza e raffinatezza nella nostra vita, basta una bassissima quantità del sublime zafferano per usufruire di tutti i suoi benefici. Per cui non spaventatevi ….. nelle normali dosi alimentari ( intorno ai 0,10 gr.) è totalmente innocuo, squisito e salutare.

Per il suo utilizzo

  • in campo medico, come quantità giornaliere, per avere benefici sulla salute bastano

-1-3 gr. di decotto.

-0,5 -1,5 gr. ingeriti sotto forma di polvere.

-o,30 mgr. di estratto secco.

  • in cucina,  la bustina messa in commercio (0,10gr.)  è sufficiente per dare sapore e colore a grandi quantità di cibo.

… si, si, siamo in Sardegna e non possono mancare I RAVIOLI DI RICOTTA, LIMONE E ZAFFERANO

… e non …. non li ho fatti io. Credo che per fare ravioli a mano una deve essere o nonna o mamma …. Questi li ha fatti nonna Elena. Però ho la sua ricetta e ve la passo con molto piacere …

Ricetta:

Per il ripieno:

In una ricipiente mescolare 450 g di ricotta di pecora + 1 bustina di zafferano (0,10gr.) + pizzico di sale + la buccia grattugiata di un limone non trattato.

Per i ravioli:

- Disporre 300 gr. di farina “00″ a fontana e al centro, 3 uova + 1 cucchiaio di olio di oliva. Con la punta delle dita mescolare i liquidi raccogliendo via via sempre più farina.
- Lavorare finche l’impasto sarà compatto. Farlo riposare per 15 minuti.
- Tirate la pasta fino ad avere una sfoglia molto sottile.
- Tagliare la pasta in quadretti, della misura che vogliamo. Posizionare al centro un pò di ripieno e ricoprire con la parte superiore della sfoglia. Unire dolcemente il punto d’incontro delle due sfoglie con l’aiuto di una forchetta. Con le mani, dare la forma del raviolo comprimendo leggermente per far uscire l’aria.
Cuocerli in abbondante acqua salata con un filo d’olio d’oliva. Quando vengono a galla, 1 minuto piu o meno, sono pronti.
Io, da basca, li ho conditi con un sugo ai peperoni rossi e foglioline fresche di timo ….
DA LECCARSI I BAFFI ….

olivastro

…e allora Endro mi guarda e mi dice … < ma allora, il tuo giardino é magico ?!?!

si !! gli rispondemo senza esitazione Io ed E. insieme, scuotendo la testa  ……

Dal bellissimo libro di Jorn de Précy “E IL GIARDINO CREÓ L’UOMO”

” Ci fu un tempo in cui il mondo era abitato dagli dèi.

Nello spazio che gli uomini condividevano con loro, l’invisibile si mescolava costantemente con la materia visibile. Era la presenza di quelle creature ben piú potenti degli uomini ad assicurare la stabilitá del Cosmo.

(…) ripenso alla mia infanzia. Rivedo i vecchi della mia cittadina perduta tra le nuvole dell’oceano Atlantico, lontana, lontanissima dall’europa civilizzata. Riascolto i loro consigli su come riconoscere in ogni roccia uno spirito, in ogni lichene la traccia di un linguaggio superiore, in ogni vulcano la dimora di una divinitá che non ha affatto abbandonato la terra, e in un ruscello i sospiri di una strega innamorata di un bel giovane. Ci credevano per davvero? Certo che sì. Sapevano di non poter fare diversamente. Quella credulitá permetteva loro di vivere in un universo stabile, rassicurante e bello. E io, ci credevo? (…) non sono mai riuscito a rinnegare le creature favolose e il mondo incantato di quegli anni.”

“(…) Talvolta mi chiedo cosa siano diventati gli déi. Dove sono finiti? Quali terre hanno scelto per il loro esilio? Sono tristi e inconsolabili, come re detronizzati? Si sentono umiliati perché gli uomini hanno dimostrato che, a conti fatti, non erano cosí potenti come li si descriveva? Ci guardano sempre, si aspettano qualcosa da noi? Si, mi chiedo come giudichino noi, i loro protetti, che un bel giorno hanno deciso di ribellarsi ignorando che stavano rinunciando a un mondo di bellezza per uno spazio indefinito, un deserto inospitale.

( …) I GIARDINI. Sono questi la terra d’esilio delle ninfe e dei satiri greci, delle fate e degli elfi nordici, l’ultimo riparo offerto anche all’uomo che sogna di sfuggire all’incubo della storia e agli spazi inabitabili della modernitá. Sì, é nel giardino che puó riconciliarsi con gli dèi e con se stesso.”

Anche riconoscendo che i boschi mediterranei sono pieni di olivastri la cosa non mi sembra meno miracolosa e fascinosa. Pare che per far nascere un olivastro, un nonsoquale uccello deve mangiare una oliva, cagare il suo seme e da lí potrebbe nascere un’olivastro … !!!  sorprendente natura …..

Questo nonsoquale uccello aveva cagato il seme di un’ oliva nel nostro giardino ed era nato un olivastro. Prima che noi la comprassimo, la casa era rimasta inabitata per diversi anni per cui l’olivastro cresceva tranquillo. Cresceva molto attaccato alla casa peró E. odia tagliare alberi per cui l’abbiamo lasciato in pace ed io, che ero d’accordo,  mi sono arrangiata per fare il giardino intorno a lui. Era passato un anno da quando avevamo comprato la casa ed eravamo immersi nel casino di fare il tetto, quando ci siamo accorti che l’olivastro stava facendo olive !!! … non le bacche nere, amarognole e tossiche dell’olivastro ma OLIVE. Guardando meglio abbiamo notato che una parte dell’albero era diversa dall’altro. E parlando con amici agricoltori ci hanno spiegato che é una cosa rara ma una cosa che succede, che un olivastro si trasformi in olivo. E lo chiamano UNO SCHERZO DELLA NATURA.

Anche voi siete rimasti a bocca aperta? … E per questo che Endro ha detto che il nostro giardino era magico …..

“Il giardiniere lavora tutti i giorni con l’invisibile (…) Perchè dietro un segreto ce n’é, grazie a Dio, sempre un altro. Per quale diavolo di motivo bisognerebbe spiegare i prodigi del mondo vegetale? Cosa sarebbe la natura senza questi piccoli e grandi segreti?. Il giardiniere, lui, preferisce coltivare il mistero del suo luogo, lo protegge come si fa con un tesoro, modesto ma assai prezioso.

(…) il giardiniere (…) Mediante ció che fa, rinnova il legame perduto con il selvaggio che sonnecchia nell’uomo civilizzato. Di fronte alla bellezza e al mistero del fenomeno naturale riscopre senza sosta il senso del sacro, come gli uomini primitivi.”

… e poi, se sei cosí fortunata di andare a San Sebastian e passare una bellissima giornata con una delle due sorella e degli amici, mangiando pintxos con un pó di Txakolí …..

Ricetta:

Mettere in uno stecchino un pezzo di tonno + acciuga + peperoni verdi + foglia di endivia + oliva. Aprire bene la bocca e metterlo tutto insieme. Delizioso !!

Il giardinaggio è prima di tutto una creazione del cuore e dello sguardo.”

Come tutto, no?

Vi saluto da Euskadi.

ibiscus di nonno Peppino

quanto ci manca nonno Peppino … !!! quanto pensiamo a lui e a nonna Maria Luisa … !!!!

Io, l’inizio della loro storia la conosco così ….

Cagliari, inizi del novecento. Nonno Peppino, uomo bellissimo, elegante e raffinato, alto, atletico. Intelligente. Buono e generoso. Si era appena laureato in giurisprudenza ed essendo stato il primo della sua promozione aveva vinto un premio che consisteva in un viaggio in treno per girare tutta l’Italia. In compagnia di un suo amico presero la nave e decisero di cominciare dal nord.

Mi immagino che avranno sbarcato a Genova e visitato anche Torino e un pò il Piemonte . Fatto sta che dopo pochi giorni dall’ inizio del viaggio arrivarono a Milano.

A Milano abitava una bellissima ragazza, Maria Luisa.  Un raggio di sole !! Sempre sorridente. Bellissimi grandi occhi blu, o verdi?. Vestita e pettinata con molta cura, alla moda, elegante. Una studentessa di lettere della Cattolica di Milano. Avete presente Ava Gardner? Uguale !!! Io ricordo bene il suo sorriso. Era un sorriso che ti svelava il segreto del vivere: ” <vivere felici non ha segreti, ti diceva il suo sorriso …. <vivere felici è un atteggiamento mentale. Non soffrire, non odiare, non essere rancoroso, non prendertela, sii felice e basta !!! LO DECIDI TU DI ESSERE FELICE !!! … Il suo sorriso irradiava bontà, felicità, bellezza, amore, speranza … Era un sorriso che ti accoglieva nel suo bellissimo mondo !!! E quel sorriso lo elargiva a tutti, A TUTTI !!! tanto era generosa …. Una donna affascinante. Come dice Ale, “nonna Maria Luisa aveva capito tutto … !!!”

Ovviamente, quando Peppino vide Maria Luisa si innamoro perdutamente di lei e, come uomo molto intelligente che si era dimostrato essere, disse al suo amico di continuare il viaggio da solo perché lui si sarebbe fermato a Milano. Doveva convincere la nonna che era lui l’uomo per lei … Sposò Maria Luisa, passarono la guerra, ebbero due figli, vennero a vivere in Sardegna, ebbero una figlia …… nipoti …

Quando è morto nonno Peppino ad aprile, qualche settimana prima di compiere 98 anni, nonna lo era già da qualche anno e dalla loro casa di Cagliari abbiamo portato al nostro giardino uno dei suoi ibiscus e lo abbiamo piantato in terra. E’ l’ibiscus che vedete nelle foto. E non vi dico quanto ci commuove ammirarla quando passeggiamo nel giardino ….

Il nostro è un giardino pieno di forti emozioni se si sa leggerlo …..

E mentre guardiamo vecchie foto ….

… è arrivata l’ora del té e prepariamo un TE’ ROSSO DI PETALI DI IBISCO con TOAST DI FORMAGGIO ED IBISCUS.

E solo per questa volta, per chi vuole allungare la mano, ci sono anche FICHI, che nonno Peppino adorava  e anche io adoro … e non do mai a nessuno ….o quasi mai !!!

\Ricetta TE’ ROSSO:

- Petali freschi dell’ Ibiscus di nonno Peppino detto HIBISCUS ROSA-SINENSIS.

- Bollire l’acqua con due cucchiai di zucchero e il succo di un limone.

- Quando sono passati 5′ versare una manciata di petali freschi di Ibiscus previamente lavati in acqua. Si fa bollire a fuoco forte per un paio di minuti e poi si abbassa la fiamma e si continua per altri 5′.

- Si passa a colino e si beve sia caldo che freddo. E molto dissetante e pieno di vitamine …. BUONISSIMO !!

Anche il KARKADE’ è una bibita che si fa con i fiori di Ibiscus però in quel caso si ottiene mettendo in infusione fiori secchi di ibiscus della varietà Hibiscus sabdariffa.

\Ricetta TOAST DI PETALI DI IBISCUS:

- Si imburra da entrambi i lati il pancarré.

- Sopra una delle fette di pane si mette una sottilette. L’altra si copre di petali di ibiscus. Si chiude.

- Quando la padella è abbastanza calda far abbrustolire il toast da entrambi i lati facendo attenzione a non bruciarlo …. SQUISITO !!!  una prelibatezza …

I nonni sono un Patrimonio dell’Umanità, sono i nonni di tutti quelli che vogliono essere i loro nipoti, no?. Nonno Peppino e nonna Maria Luisa sono i nonni di E. però sono anche i miei …. e ci mancate!!!  guardate se no cosa dice   Giulia, nel suo succulento e brillante blog Farina ZeroZero ….