crisolina americana

se qualcuno viene nel mio giardino surrettiziamente e comincia a mangiare le foglie della lavanda, rosmarino e perovskia mentre con un occhio controlla lo stato degli steli dei fiori per poter continuare a mangiarli e così rovinarmi lo spettacolo della loro fioritura allora …. QUESTA E’ UNA DICHIARAZIONE DI GUERRA !!!!E voi mi direte, ma poverini …. la natura li ha fatti così, che colpa hanno loro ….. Eh no signori miei !!!!! …… Prima di tutto sono loro a scegliere in che giardino andare e non MI VA PER NIENTE BENE che vengano nel mio e soprattutto quando stiamo parlando di Sardegna dove c’è una campagna infinita, a perdita d’occhio, piena di lavanda selvatica, timo e rosmarino di cui potrebbero cibarsi. Non c’è la perovskaia? …. non possiamo avere tutto !!! Se vengono nel mio giardino cavoli loro ….

Questo insettino, la crisolina americana, è un coleottero che con il suo robusto apparato boccale masticatore si nutre in maniera vorace delle foglie e fiori di piante aromatiche, devastandole. Si installa nella parte apicale delle piante e mangia e mangia e cresce e cresce fino a 8 mm. E’ facile vederli perchè sono di un colore metallizzato verde con strisce rossi verticali anche se a distanza sembrano neri. La prima volta che li ho visti non mi sono allarmata. Con il passare dei giorni ho notato che stavano cominciando a essere in molti e che le foglie delle mie piante stavano cominciando ad assomigliare alle città tedesche bombardate dagli alleati nella II Guerra Mondiale … mi sono informata e ho cominciato a temere per i FIORI e a pensare a un piano d’azione !!!!

Non ho mai preso in considerazione l’uso dei veleni, quindi che fare? Ci voleva E. che ha pensato alla soluzione più semplice: cacciarle una ad una, a mano, mettendole in una bottiglia dal collo stretto e col tappo. Troppo grandi per schiacciarle sul momento …. Nella bottiglia ho messo un pò d’acqua per rendere difficile i loro ipotetici spostamenti verso l’uscita. E così muoiono soffocate, credo. E’ facile cacciarle perchè rimangono ferme sulla foglia. Addirittura, se durante la caccia qualcuna cade, dopo qualche ora la si puo trovare nello stesso posto. Il primo giorno avrò preso una cinquantina di crisoline e da allora controllo il giardino tutti i giorni e ne trovo sempre qualcuna.

Se decidete di usare insetticidi fate attenzione a non usarli quando le piante sono in fiore perchè sarebbe pericoloso per le api che se ne nutrono.

Non abbassate la guardia però: in estati molto caldi la crisolina potrebbe rimanere inattiva riprendendo la sua azione dannosa a fine estate, quando si riproduce deponendo le uova, a piccoli gruppi, sul lato inferiore delle foglie. Poi, le larve si sviluppano in autunno e rimangono un’altra volta inattive nei mesi invernali più freddi.

Per il momento le mie piante possono tranquillamente concentrarsi sui loro fiori …. mi scuserete se non vi propongo una ricetta con le crisoline?

gusci di uovo

volete conoscere un rimedio facile e naturale per evitare di avere uno shock quando, svegliati la mattina e pressa la rincorsa per andare a vedere l’amato l’orto lo vedete trasformato nel deserto del Gobi? grazie alle lumache?

Fate come ha fatto E. nel suo orticello. Sminuzzate più gusci di uova possibile e fate una barriera intorno alla pianta che volete proteggere, in questo caso, zucche nate dai semi portati dai Paesi Baschi.

Funziona alla grande !!!

un piccolo appunto: l’artemisia

stiamo dimenticando gli antichi rimedi naturali. Per questo, prima di scordarmelo, volevo farvi sapere del antidoto di cui mi ha parlato ieri la mia vicina la Sra. N., quando siamo andate a fare una passeggiata nel bosco.

Un tempo, i nonni e i genitori della Signora N., per conservare il chicco del grano sano e ripararlo dal verme, immagazzinavano il grano insieme a delle foglie di artemisia e del sale.

Lo sapevate? Al posto delle plastiche e degli spray di varie schifezze chimiche che mettono adesso ….!!!  La Sra. N. non sapeva dirmi di più ma, sono sicura che i vecchietti di qui saranno contentissimi di ricevere chiunque voglia parlare con loro di questo e altri rimedi …. Certo, sapere il sardo aiuterebbe molto nella comunicazione; non che loro non parlano anche l’italiano, lo fanno. Ma le sfumature … sono importanti, no?

Ve ne avevo già parlato della ARTEMISIA, qui, lo ricordate ?

macerato di ortica

detto da una nonnina …. lo sapete come si dice in lingua sarda “dinosauro”?

sa tzirigheta de timi

tradotto letteralmente, la lucertola di cui avere paura  ….. FANTASTICO !!!!!!!! FANTASTICO !!!!!!

Dato che ancora ogni tanto piove, il giardino è ricoperto di ortica e pullula di simpaticissime e indaffaratissime lucertole ….  le piante si sentono rinvigorite e hanno voglia di crescere e di fiorire e hanno fame …

per cui sto preparando ininterrottamente il MACERATO DI ORTICA ….

Ho gia detto in un precedente post che l’ortica  è un regalo di dio, è buonissima mangiata in una vellutata, come ripieno di ravioli oppure nei risotti.  Quando vengono ospiti a casa spesso cuciniamo la nostra vellutata di ortiche. Rimangono sempre stupiti e contenti e si propongono di rifarlo a casa loro. So che qualcuna ha anche migliorato la ricetta aggiungendoci lo zafferano …. non ho potuto resistere e l’ho fatto, con zafferano in polvere e funghi champignon che galleggiano … ottimo !!!!

Ma l’ortica è anche importantissima per la cura delle piante e come strumento di difesa. Il macerato di ortica stimola la crescita della pianta, lo sviluppo delle radici e favorisce la respirazione. Ha un effetto immediato sulle piante a cui viene somministrato perchè è ricco di calcio, potassio e azoto che fa aumentare la concentrazione di acido salicilico, indicatore fondamentale per indurre la resistenza sistemica nella pianta .

Viene utilizzato in agricoltura biodinamica.

Ricetta:

  • 10 kg di ortica in 10 litri di acqua di sorgente o piovana, non ferrogginosa e non clorata. Se si usa ortica disidratata ne servono 200 gr. per 10 litri.

 Non c’è differenza nell’efficacia del macerato ottenuto da piante fresche o essiccate.

L’ortica si raccoglie prima della fioritura.

  • Il contenitore destinato a tenere il macerato è meglio se è di terracotta, di ceramica o di legno. Non metallico.

Deve avere un ricambio d’aria quindi il recipiente non va chiuso ermeticamente.

  • Per facilitare il filtraggio, le ortiche si possono mettere in un sacco di iuta e quindi si immergono nel contenitore con acqua.
  • Mescolare ogni 2 giorni. Il tempo di macerazione dipende dalla temperatura atmosferica. Quando è pronto si devono vedere le bolle della fermentazione.
  • Quando si vede che non si producono più bolle si fa la filtrazione con un filtro molto fine e si mette in un bidone con un po’ di aceto per bloccare la fermentazione.
  • Il macerato ben fatto e ben rinchiuso nel bidone dura circa 1 anno. Ha moltissimi batteri,  un milione di microrganismi in un millilitro cubo di macerato. Ma non ci sono funghi.

Macerato di 12 ore: concentrato, spruzzato sulle foglie, per combattere gli afidi, in particolare all’inizio dell’attacco.

                             Macerato di 4 giorni: diluito in acqua nella proporzione di 1:50 con aggiunta di decotto di equiseto nel rapporto di 1:1,5 per combattere afidi e ragnetto rosso.

Macerato 15 giorni: diluito una parte per 10 di acqua e si innaffia il terreno vicino alle piante per stimolare la crescita e aumentare le difese immunitarie.

  • Se non si ferma l’azione della fermentazione filtrando il macerato, il macerato va in putrefazione e diventa un fertilizzante.
  • Per la peronospora sulla vite si usa macerato di ortica ed equiseto ogni 2 settimane.
  • Usato puro, non diluito, è un erbicida,  attacca le pareti delle foglie delle piante.
  • Prima delle semina per le sementi è utile fare un bagno sementi con macerato di ortica, equiseto e argilla.

Chi volesse usarlo per allontanare qualche tzirigheta de timi che capiti in giardino, …. ho il sospetto che non funzionerebbe, … credo anzi che le piacerebbe molto soprattutto se è fermentato ….

una buona giornata …..

elogio alle erbacce

si chiama Senecio Squalidum, un’erba dai fiori gialli originaria delle pendici dell’Etna. Verso la metà del XVIII secolo una piantina di Senecio fu avvistata nel giardino botanico di Oxford. Non si era riusciti a capire come fosse arrivata fin lì. Un seme aveva viaggiato attaccato a qualche altra pianta proveniente dalla Sicilia o sulla sua zolla; o attaccata ai vestiti di qualche viaggiatore. Pochi anni dopo i discendenti di quella piantina crescevano sui muri e tra le pietre del giardino botanico. Le crepe dei muri a secco offrivano un ambiente simile a quello mediterraneo e il Senecio si adattò volentieri. Dal giardino botanico cominciò a diffondersi in tutti i muri della città fino a raggiungere la stazione dove prese il treno, come ogni buon viaggiatore. Nei primi anni del XX secolo, aveva invaso tutta l’Inghilterra, colorando di giallo i muri di tutto il regno.

E’ il fiore giallo che vi mostro qui sopra. Il racconto è del meraviglioso libro “Elogio delle erbacce” di Richard Mabey come anche tutta l’informazione tecnica che troverete qui.

L’erbacce sono quelle  piante che non vogliamo,  piante che non abbiamo seminato nè piantato, che non entrano nei progetti del nostro giardino  e che comunque crescono, e molto rigogliose … !!!  Non esiste un vero e proprio elenco di piante infestanti in quanto la definizione di erbacce è puramente soggettiva  …. Però non è esattamente così ….

Il concetto di erbaccia è culturale e racchiude, un pregiudizio dell’uomo in contatto con l’immensa e affollata natura ed esprime, un concetto discriminatorio : sono piante CATTIVE e PERICOLOSE INVADITRICI DEI NOSTRI SPAZI. SABOTANO i progetti degli esseri umani, SOTTRAGGONO nutrimento alle colture, ROVINANO le divine visioni di architetti del paesaggio, INFRANGONO codici di comportamento …

Le erbacce vivono ai margini della società vegetale. Vengono disprezzate, vogliamo distruggerle e le combattiamo infaticabilmente senza neanche guardarle. Senza mai prenderle in considerazione. Solo perchè spontanee.

Le erbacce rappresentano la natura indomabile. Quella che l’agricoltore e il giardiniere non sono riusciti a piegare alle proprie regole e bisogni. Crescono dove e come vogliono senza l’aiuto dell’uomo facendo mostra di spirito di adattamento e istinto di sopravvivenza. Sono ostinate, maleducate quando scavalcano i confini. Sono piante pioniere perchè creano terreno buono per le piante coltivate che da sole non ce la farebbero, riescono a crescere dove non cresce altro, a spaccare il cemento, a vivere di nulla …  Sono viaggiatori instancabili, si spostano in silenzio e ogni mezzo viene preso in considerazione:  dal vento alle correnti marine alle suole delle scarpe. La gran parte del viaggio spetta agli animali: uccelli che si nutrono di bacche, le formiche giardiniere, le pecore (il cui vello racchiude campi e campi di sementi). E all’uomo, animale tormentato in continuo movimento.

In realtà, gran parte delle erbacce sono molto importanti per il sistema immunitario del pianeta: hanno il ruolo di riempire gli spazi vuoti della terra stabilizzando il terreno, proteggendolo dall’inaridimento, dando il via al processo che porta all’avvicendamento di sistemi vegetali più complessi e più stabili e riparando la vegetazione che la natura sconvolge con frane, alluvioni, incendi e dall’aggressività delle colture e dall’inquinamento.

Oltretutto molte sono preziose per le loro proprietà curative, sono squisite da mangiare, e poi …

SONO BELLE … SONO BELLISSIME PER LE FORME E I COLORI ….. guardate i fiori di queste foto. Sono i fiori delle erbacce del mio giardino nati nella primavera e l’estate scorsa …  spesso bisogna inginocchiarsi per vederli talmente sono piccoli …. non li trovate bellissimi?

Non vi ho convinto con le foto?

Allora ecco alcuni CONSIGLI PER TENERE SOTTO CONTROLLO LE ERBACCE senza dover sottomettere il giardino ad un regime poliziesco.

Mi immagino che in commercio ci siano molti diserbanti chimici e organici per annientare le erbacce. Io non li uso. Tutto quello che si trova nel giardino deve poter essere mangiato o bevuto da noi, dai nostri amici e dagli animali che vengono a visitarci, anche da quelli piccoli che non vedo …. Io lascio crescere le erbacce perchè sono curiosa di vedere come svilupperanno, che fiore faranno, se c’è qualche uccellino in particolare a cui piace …. e così ho scoperto che ce ne sono tante che mi piacciono moltissimo e ormai fanno parte del nostro giardino in maniera stabile. E in primavera mi trovano impaziente di vederle rispuntare. Le coccolo  …. e se a un certo punto diventano troppo grandi o poco armoniose, le strappo.

E poi ci sono quelle che non mi piacciono e allora …. TAC !!! senza esitazione.

Questi consigli sono miei, secondo la mia esperienza …..

1.- Atteggiamento positivo e pazienza. Se proprio non puoi diventare un suo amico, strappalo, con tutta la radice. Ma  l’erbaccia rinascerà. Le erbacce sono più forti di noi perché sono programmate per vivere e riprodursi anche in condizioni difficili e ostili impensabili per noi.  Seminano il pianeta da sempre e non hanno bisogno nè di terra nè di acqua. Forse la cosa di cui non possono fare a meno è la LUCE …. ecco il loro punto debole ….

2.- Non disturbare le erbacce che dormono. Non zappare troppo il terreno portando su quello che c’è giu.  Sotto terra ci sono molti semi pronti a sbocciare.

3.- Togliere le erbacce quando sono piccole. Quando fai una passeggiata nel tuo giardino e li vedi, TAC le togli con la mano o con un zappetta. E meglio toglierle prima che diventino grandi, forti, con radici profonde e continuino a seminare.

4.- Coprire lo spazio tra le piante per non far germogliare i semi grazie alla luce:

.Mettere le piante vicine.

.Intorno alle piante io piazzo delle pietre, anche per contenere le piante entro certi limiti …. a meno che … la pianta coltivata non si trovi nel bordo della aiuola e allora ho bisogno dell’aiuto delle erbacce per avere un terreno ben drenato e sciolto in quella linea di confine.

.Pacciamare, e cioè, coprire il terreno nudo con foglie e rametti secchi

.Far crescere il trifoglio. Il magnifico e favoloso trifoglio di cui vi parlerò un giorno. E’ il perfetto antagonista delle erbacce, copre il terreno così velocemente e in maniera così fitta che le erbacce sono molto rade …. Ci sono tante erbe coprenti ….

5.- Innaffiare le piante coltivate, non le erbacce. L’acqua deve andare alla pianta a cui va destinata senza che diventi un ruscellino che finisce da un altra parte dove cresce un bosco di erbacce. Spesso vuole dire innaffiare le piante una ad una, col innaffiatoio, non con la pompa …. è più faticoso pero non si rischia di innaffiare la terra non coltivata …

Nel mio giardino lascio molto spazio alla spontaneità della natura. Credo che la spontaneità, l’imprevisto, il caso siano essenziali per creare bellezza. Osservo appassionatamente la natura e cerco di capirla e assecondarla quando, messa davanti a un giardino artificiale come il nostro, tenta di reintegrarlo in quello spazio vegetativo unico al quale appartiene; quando si mette in moto, per portarla, con un minimo di intervento, alla simmetria vegetativa universale. Cerco di capire che cosa pensa del nostro giardino interpretando le sue mosse di riequilibrazione ….

… credo che le piace molto …. è molto premurosa …..

… non è neve … è la primavera …

oggi è 29 di febbraio e in Sardegna le mandorle sono in fiore …. Per cui se non ve ne foste accorti, signore e signori, vi annuncio che è arrivata la primavera …. !!!

Il paesaggio e coperto da delicati e profumatissimi fiorellini dai petali bianchi, ….

Ho portati i miei ospiti a vedere una delle piazze piu belle d’Italia, Sa Pratza ‘e is Ballus di San Giovanni di Sinis, ed era così incredibilmente bello,  come nevicato,….. non ci riusciva calpestare i fiorellini e così abbiamo fatto il giro tutto intorno ….  eravamo a bocca aperta davanti a questo magnifico tappeto … !!!! era tutto coperto di txibiritas !! quanto ho giocato con txibiritas da piccola ….

Parlando ieri con Nonna Elena, lei mi ha svelato la Ricetta di un Miscuglio efficacissimo contro qualsiasi cosa faccia del male alle nostre carissime piante, contro ogni tipo di parassita, muffe, ragnetti,… insomma.. . Questa ricetta a Nonna Elena, che ha quasi 91 anni,  gliela ha svelata una signora molto anziana quando la nonna era ancora giovane. Se facciamo un pò di calcoli questa ricetta ha almeno 150 anni. A detta di Nonna Elena, funziona benissimo. E io ci credo. Ho già tutto pronto.  Siccome adesso ci tocca cominciare a prenderci cura dei nostri fiori, la ricetta dice così:

-Si mettono a macerare in 1 litro d’acqua, per 8 giorni, 8 spicchi d’aglio, tagliati in piccoli pezzettini + 1 cucchiaino di zucchero.

-Trascorsi gli 8 giorni, si cola e si spruzza direttamente sulle piante.

Buona fortuna per creare il giardino più bello del mondo …. io ci sto già lavorando …. E per chi si trova ancora sotto la neve … coraggio !!!!  La primavera è dietro all’angolo ..