arte effimera

… anche il giardinaggio é un arte effimera: é lo sforzo spirituale di ricerca della bellezza e della perfezione attraverso la cura,  riproduzione e la collocazione nello spazio delle piante secondo un’ideale estetico, finalizzata a raggiungere uno stato di contemplazione, di lirismo e di esultanza spirituale dove si fondono il pensiero e i sensi.

Il giardino comunica emozioni ininterrottamente perchè gli elementi vivi che lo compongono sono in continua trasformazione. E provoca sensazione multisensoriale perché in essa incorrono colori, luci, profumi, rumori ed elementi atmosferici.

Il grano é stato l’inizio.

Per una parte del mondo il grano ha significato l’inizio delle grandi civiltà, l’accumulo di richezze e la coltivazione e ricerca della bellezza in tutti i campi. Per la prima volta, grazie al grano, la popolazione si é saziata e questo ha aiutato a inculcare una prospettiva di futuro e di eternità nella mente della gente. Da allora le persone vivono proiettati al futuro.

Anche in Sardegna é stato così. La coltivazione del grano in Sardegna risale a migliaia d’anni fa è il suo territorio strabocca di vestigi archeologici di fastose civiltà di diverse epoche a cui non si sa dare un racconto ….

Adesso però ditemi, chi da quanto tempo si  fa su pani pintau, il pane decorato sardo…  Potete immaginare quanto deve essere antica questa arte effimera la cui materia prima sono la farina e l’acqua?

La mia vicina la Sig.ra Aurora Lai é l’autrice di questo pani pintau qui sopra fatto in mio onore (parole sue), a forma di “A”, la iniziale del mio nome. Un’opera bellissima, un lavoro arduo, enfatico, complesso, infinitamente delicato con ricchissime e gioiose decorazioni ispirate in una natura rigogliosa … Ammirandola sua lavorazione  uno immagina come può accrescere la pazienza e rafforzare la volontà dell’artista . Lo dice il buddismo zen “qualsiasi fatica quotidiana trascende la sua essenza materiale per incarnare una manifestazione spirituale che resta rispecchiata nel movimento e nel passo rituale del tempo”.

L’artista che lavora sul arte effimera abbandona il sogno della propria immortalità però contribuisce nella perpetuazione, sopravivenza e continuità dell’arte effimera in questione come una sua custode e propagatrice finche passa la staffetta.

Sono pezzi fugaci ma non per questo rinunciano ad una vocazione di perfezione estetica.

Ardauli

ci siamo inoltrati nella natura e mentre avanzavo in mezzo a piante e a fiori di mille colori che mi arrivavano fino su al naso, mi sentivo dentro a un territorio incantato …

In gita ad Ardauli con E. e tanti amici, alla scoperta dei DOMUS DE JANAS, loculi scavati nella roccia, antichi resti di uno dei tanti misteriosi popoli che sono vissuti sulla Isola di Sardegna …. Non dovete pensare però a una caverna. Le Domus de Janas sono degli spazi accuratamente scolpiti nella roccia con molta finezza ed eleganza, con grande maestria e arte. E all’interno, policromati.

Quando si va a visitare qualcuna delle centinaia e centinaia dei sorprendenti resti archeologico di Sardegna prima di tutto si rimane sbalorditi perche uno si accorge di essere davanti a una opera di arte che li prende l’anima e lo scaraventa da qualche parte nel universo in mezzo alle stelle. La opera di arte eccita una fibra che c’é in noi e che ci collegato a tutto il resto dell’universo e a Dio facendo scorrere dentro energia a fiumi. Quando atterri da questa specie di viaggio astrale da cui torni un po ansimante perche ti dimentichi anche di respirare, ti guardi in torno e sollevi le spalle perché non ci sono risposte a domande come < chi erano?  quando sono vissuti ? quale era la loro filosofia? cosa li preocuppava e quali erano le loro certezze?

Dopo essere stata in questo luogo così incantevole, splendido, fatato posso dire una cosa: era una società molto raffinata, una società di artisti. Non solo per come sono state scolpite le rocce ma anche perche tutto in torno si intuisce della esistenza di un bellissimo giardino, effervescente, erotico e gioioso. Persone che ci tenevano molto a vivere in mezzo alla bellezza !! E chi sa se erano di quelli che poi, in quella bellezza riconoscevano il bene ….  

Grazie E. e grazie tutti ….. Un viaggio che mi ha profondamente emozionato.

papavero viola

l’ho trovato …. il papavero viola esiste …. !!!! esiste !!!

vi ricordate la mia delusione quando avevo confuso i papaveri blu con gli ANEMONI?

….. però l’ho trovato !!!!! un’altro di quei segreti della Sardegna …

Dice così Chuck Palahniuk nel suo libro “RABBIA” ….

<<< Irene Casey ( O Madre di Rant): Per quel che mi ricordo, Chet e Buddy all’inizio non mangiavano lenti. Gliel’ho dovuta insegnare io. Non ne potevo più di passare ore a preparare una torta di cioccolato farcita e vedere Chet a Buddy che se la spazzolavano in tre bocconi. Tutti e due. Si infilavano in bocca una fetta dopo l’altra, finché nel piatto non restavano soltanto le briciole. E mentre si ingozzavano con la roba che io avevo cucinato parlavano già di qualcosa da fare dopo o leggevano un catalogo, o ascoltavano le notizie alla radio. Come se vivessero costantemente nel futuro, mesi e mesi avanti.

L’unica eccezione era quando il cibo in tavola lo portavano loro. Ogni volta che Chet ammazzava un’anatra, a tavola non si faceva che parlare di quanto era buono. Oppure quando Budy pescava le trote. Anche lì passavamo tutta la sera a mangiare. Perché ovviamente la trota ha le spine. Con l’anatra bisogna stare attenti ai pallini d’acciaio. Se non presti attenzione al cibo che mastichi, prima o poi il prezzo lo paghi. Ti va una spina di pesce per traverso e muori soffocato, oppure ti si pianta un ossicino nel palato. Oppure trovi un pallino da caccia e ti spacchi i denti.

Dagli appunti di Green Taylor Simms: Le scritture della famiglia Casey stabiliscono: “Per preparare un piatto saporito, l’ingrediente segreto è qualcosa che faccia male

(…) Irene piazzava delle trappole nel cibo perché la sua famiglia li stava troppo a cuore.

Basin Carlyle (…) Il trucco grazie al quale la gente assaporava per bene la crostata di pesche di Irene era buttarci dentro qualche nocciolo di ciliegia. Rischiavi di spaccarti la mandibola. Il segreto della sua torta di mele era mescolare all’impasto un bel pò di schegge affilate di guscio di noce.

Quando mangiavi il suo pasticcio di tonno non parlavi, e nemmeno ti mettevi a sfogliare il “National Geographic”. Gli occhi e le orecchie rimanevano concentrati sulla bocca. La tua bocca era tutto il mondo, perché dovevi testare con la lingua, stare attento alle palline di carta stagnola che Irene Casey aveva nascosto nei pezzi di tonno. Mangiando lentamente, uno degli effetti era che sentivi davvero i sapori, e la roba era più buona. Magari altre cucinavano meglio, ma uno non se ne accorgeva.

Irene Casey: L’avevo capito: fintanto che il sapore supera il dolore, la gente continua a mangiare. Fintanto che il piacere è più della sofferenza. >>>

Se diamo per buono il presupposto che la realtà supera sempre la finzione bisogna dire che, in giro,  c’è gente molto più strana di quelle che cercano con trepidazione i papaveri viola, vero ?

orchidee selvatiche

vi ho già parlato della mia vicina la Sra. N. . Come me, anche lei è un’amante della fotografia naturalistica e insieme agli album di foto delle nipotine tiene quelli con le foto dei fiori. Per questo, l’altro giorno, convinte che erano ormai fiorite, siamo andati in campagna a cercarli per stupirci e fotografarli. E infatti, guardate che meravigliose orchidee selvatiche abbiamo trovato !!!!

Una delle tante bellezze nascoste di Sardegna … perchè qui succede un pò cosi. Per vedere le cose belle di Sardegna bisogna inoltrarsi nei suoi segreti. Fa un pò soggezione perchè non è detto che piacerai al genius loci, il genio del luogo. E in questo caso i piani si storcono e non vedrai niente. Ma coraggio !! bisogna provare.

un piccolo appunto: l’artemisia

stiamo dimenticando gli antichi rimedi naturali. Per questo, prima di scordarmelo, volevo farvi sapere del antidoto di cui mi ha parlato ieri la mia vicina la Sra. N., quando siamo andate a fare una passeggiata nel bosco.

Un tempo, i nonni e i genitori della Signora N., per conservare il chicco del grano sano e ripararlo dal verme, immagazzinavano il grano insieme a delle foglie di artemisia e del sale.

Lo sapevate? Al posto delle plastiche e degli spray di varie schifezze chimiche che mettono adesso ….!!!  La Sra. N. non sapeva dirmi di più ma, sono sicura che i vecchietti di qui saranno contentissimi di ricevere chiunque voglia parlare con loro di questo e altri rimedi …. Certo, sapere il sardo aiuterebbe molto nella comunicazione; non che loro non parlano anche l’italiano, lo fanno. Ma le sfumature … sono importanti, no?

Ve ne avevo già parlato della ARTEMISIA, qui, lo ricordate ?

aglio selvatico e “su scravamentu”

ero a comprare il pane e una mia vicina stava dicendo che per lei, fra tutte le feste religiose,  quella della Pasqua era la più emozionante  <  … perché poi, quando vedi comparire la Madonna vestita di nero …!!! >  ha detto con gli occhi lucidi.

In Sardegna la protagonista della Pasqua, più che il figlio, è la madre.

Succede così.

Oggi, venerdì Santo, si celebra SU SCRAVAMENTU.

Prendono la statua di Gesù lì dove lo tengono tutto l’anno. Essendo le sue braccia e le gambe articolate, lo inchiodano a una croce di legno. Lo caricano sulle spalle e si dirigono a una chiesa prestabilita. In questa folla ci sono 4 uomini che  portano 2 lunghe scale di legno.

E c’è la processione della Madonna. Anche la Madonna si avvia alla stessa chiesa dove stanno portando Gesù. La particolarità che rende questa processione molto commovente è che la Madonna è vestita di nero, di luto …. In certi paesi è completamente coperta di nero, dalla testa ai piedi.  In altri si possono vedere soltanto i suoi occhi molto tristi e in altri invece la faccia è scoperta. In ogni caso la Madonna è vestita di nero e tutti si identificano con il dolore straziante di questa madre. Perché pur provando ammirazione, non è facile immedesimarsi in Gesù di Nazareth, un personaggio insolito con una vita eroica e una morte altrettanto coraggiosa e terribile. E per di più figlio di Dio. A differenza di lui, il dolore della Madonna è più vicino al nostro intendimento. Tutti ricordano che Maria è stata una mamma che capì la natura di suo figlio, che lo allevò trasmettendoli fiducia in se stesso senza mai frapporsi nella sua strada. Tutti capiscono quanto può aver amato suo figlio una mamma che spinge suo figlio a essere se stesso a dispetto del proprio dolore. Tutti immaginano il dolore di una mamma a cui il potere, crudele, uccide il figlio innocente.

La gente la vede passare in silenzio. C’è chi prega e c’è chi piange. Questa immagine del dolore è molto commovente.

Arrivati alla chiesa con Gesù, piantano la croce nell’altare, appoggiano le due scale a entrambi i lati della croce e comincia “Su Scravamentu”, lo schiodamento. Glii tolgono la corona di spine dalla testa e poi i chiodi dalle mani e dai piedi. A questo punto arriva la Madonna che, in completo silenzio, avanza lungo il corridoio della chiesa fino davanti al corpo di suo figlio che nel fratempo hanno portatu giù dalla croce e, per un momento, sembra che li vengono a meno le forze perché accenna un inchino.

E poggiano il corpo di Gesù ai piedi o nel grembo della madre   …

A questo punto si da inizio a SU INTERRU. Il Funerale.  Mettono il corpo di Gesù in un a bara e si parte in processione.

Questa storia però ha un lieto fine. Domenica si festeggia SU INCONTRU, l’incontro fra la mamma e il figlio che è vivo che è risorto. Una processione accompagna Gesù a trovare sua madre. Un altra processione accompagna la Madonna a trovare suo figlio. Ogni processione percorre strade diverse per non trovarsi prima del luogo del appuntamento che è una piazza o una strada. Quando si vedono, si avvicinano, si abbracciano e si baciano. E la madre è un’altra volta felice … !!!

Quando si legge la vita di Gesù nei vangeli la Madonna non è nemmeno un personaggio secondario, è soltanto una comparsa. Addirittura dentro lo stesso cristianesimo ci sono credenze che non la considerano nemmeno. Non esiste.

Non voglio azzardare una comparazione fra la Madonna e l’aglio selvatico. Però tutti conosciamo persone che, pur non essendo dei protagonisti, sappiamo che senza di loro le cose non solo sarebbero diverse ma sarebbero peggio. L’aglio selvatico è un pò così. Cresce sotto terra. E piccolino. Ma quando lo metti, per esempio,  in una insalata, cambia la dimensione del sapore. E la prossima volta che non lo vedrai nel piatto, ti mancherà.

Dopo tutte queste lacrime e emozioni ci vuole qualcosa di leggero però saporito …. Un piatto che rispetta tutte le restrizioni della Pasqua …..

INSALATA DI AGLIO SELVATICO E ACETOSELLA

Si lavano e si spezzetano i seguenti ingredienti:

finocchio + 1 arancia a spicchi + aglio selvatico + more + foglie di acetosella + fiori di acetosella + asparaggi selvatici sofritti + un pò di orzo già cotto.

Condire con un pò di sale, aceto balsamico e corposo olio di oliva.

mele di Fonni

… non pensate di andare a Fonni a raccogliere mele perché ormai è completamente coperta di neve fino alla primavera  …

Perché,  nevica in Sardegna?

Si, può capitare anche questo, in Sardegna.  E soprattutto a Fonni, il paese più alto della Sardegna, a 1000 metri, nelle pendici del Gennargentu.

Queste mele ce li ha regalati Paola e non mi sono resistita a fotografarle. Sono talmente belle ….. e BUONE !!!!!

La prossima volta ve la presenterò. Mi ha promesso che cucineremo qualcosa insieme. Qualcosa di Fonni.

Per il momento, per prepararci alle feste di natale, mangiamoci queste mele così come sono, crude, con la pelle, dove si trova la fibra …. che ne dite?

 

zafferano

non so se a Elvio li sarà venuto in mente di fare come Carlo Magno che, conoscendo l’elevatissimo valore dello zafferano, nei suoi viaggi lo portava sempre con se come merce di scambio per comprare tessuti pregiati, gemme preziose …

Quando, in piena caldissima estate vi ho raccontato della lavanda di Elvio in  AINHOAINSARDINYA.LAVANDA , vi avevo detto che sarei tornata da lui, ve lo ricordate? che sarei tornata alle terre del Sinis, a Riola, molto vicino alle spiegge più belle dell’universo …..

ecco, adesso che siamo in autunno ci sono tornata, e guardate che meraviglia …… non me lo aspettavo così bello, la verità … !!

Lo Zafferano sono la parte terminale, stimmi, di colore rosso intenso, dell’apparato riproduttivo femminile del fiore del Crocus sativus Linnaeus. Il Croco fiorisce ogni giorno, per circa due settimane, in autunno, in questa epoca dell’anno. E si raccoglie manualmente ogni giorni, all’alba, prima che il sole sia alto. Poi gli stimmi vengono staccati, di solito ogni fiore ne ha tre, si preparano per la essicazione con un po’ di olio extra vergine di oliva,  e si mettono vicino al caminetto, al sole o in essiccatoi.

Gli stami gialli invece, sono l’organo sessuale maschile del fiore. Non hanno alcun sapore e spesso si può trovare misto nei zafferani più economici.

Per fare 1 gr. ci vogliono 150 stimmi.

Adesso sto zitta e vi lascio godere del spettacolo di questi meravigliosi FIORI DI ZAFFERANO DI ELVIO SULAS

 

 

Lo zafferano ha moltissime proprietà. Pare che sia in grado di contrastare l’invecchiamento della pelle, favorire la digestione, abbassare la pressione e ridurre il colesterolo. Ha molte carotenoidi che si legano ai radicali liberi e li neutralizzano innalzando così le difese immunitarie. La crocetina, crocina e picrocrocina fanno della zafferano un antiossidante.

Bisogna però fare attenzione quando si usa lo zafferano perchè è molto tossico. E’ sconsigliato in caso di gravidanza, di allattamento, di scopi terapeutici senza controllo medico e in dosi superiori a quelle indicate come inoffensivi. 20 gr. al giorno di zafferano potrebbero risultare mortali, 10 gr. potrebbero provocare un’ aborto e 5 gr. potrebbero scatenare gravi disturbi emorragici, vomito e collasso.

Fortunatamente per la nostra salute, per la nostra tasca, e per poter concederci un pò di bellezza e raffinatezza nella nostra vita, basta una bassissima quantità del sublime zafferano per usufruire di tutti i suoi benefici. Per cui non spaventatevi ….. nelle normali dosi alimentari ( intorno ai 0,10 gr.) è totalmente innocuo, squisito e salutare.

Per il suo utilizzo

  • in campo medico, come quantità giornaliere, per avere benefici sulla salute bastano

-1-3 gr. di decotto.

-0,5 -1,5 gr. ingeriti sotto forma di polvere.

-o,30 mgr. di estratto secco.

  • in cucina,  la bustina messa in commercio (0,10gr.)  è sufficiente per dare sapore e colore a grandi quantità di cibo.

… si, si, siamo in Sardegna e non possono mancare I RAVIOLI DI RICOTTA, LIMONE E ZAFFERANO

… e non …. non li ho fatti io. Credo che per fare ravioli a mano una deve essere o nonna o mamma …. Questi li ha fatti nonna Elena. Però ho la sua ricetta e ve la passo con molto piacere …

Ricetta:

Per il ripieno:

In una ricipiente mescolare 450 g di ricotta di pecora + 1 bustina di zafferano (0,10gr.) + pizzico di sale + la buccia grattugiata di un limone non trattato.

Per i ravioli:

- Disporre 300 gr. di farina “00″ a fontana e al centro, 3 uova + 1 cucchiaio di olio di oliva. Con la punta delle dita mescolare i liquidi raccogliendo via via sempre più farina.
- Lavorare finche l’impasto sarà compatto. Farlo riposare per 15 minuti.
- Tirate la pasta fino ad avere una sfoglia molto sottile.
- Tagliare la pasta in quadretti, della misura che vogliamo. Posizionare al centro un pò di ripieno e ricoprire con la parte superiore della sfoglia. Unire dolcemente il punto d’incontro delle due sfoglie con l’aiuto di una forchetta. Con le mani, dare la forma del raviolo comprimendo leggermente per far uscire l’aria.
Cuocerli in abbondante acqua salata con un filo d’olio d’oliva. Quando vengono a galla, 1 minuto piu o meno, sono pronti.
Io, da basca, li ho conditi con un sugo ai peperoni rossi e foglioline fresche di timo ….
DA LECCARSI I BAFFI ….

il rovo

” sasi guztien gainetik, laino guztien azpitik”  … sopra tutti i rovi e sotto tutte le nuvole …..


Suona come un incantesimo?

Dopo aver ben cosparso il loro corpo con un unguento magico erano queste le parole magiche che pronunciavano le SORGINAK, le streghe basche, per volare, il loro mezzo di locomozione ordinario. Ogni venerdì volavano per andare agli AKELARRE. La parola basca più famosa al mondo, gli AKELARRE sono le riunioni-orgie che facevano le streghe: feste e danze al suono di musica, balli e sballi, riti e magia; si preparavano pozioni e droghe fatti con erbe ( è risaputo che le streghe conoscono molto bene le proprietà velenose, medicinali e allucinogeni delle erbe) per poi cadere in uno stato di ebbrezza e raggiungere l’estasi durante il rito.

Volavano anche per arrivare alle loro abitazioni nelle diverse grotte delle cime dei monti di tutto il territorio basco. La più famosa tra le SORGINAK è Anbotoko Mari. La princuipale dimora di Mari è la grotta che si trova nell’ impressionante parete verticale est della montagna di Amboto, proprio sotto la cima.  Si sa che si trova nella grotta di Amboto quando la sua vetta è coperta di nuvole. Chi vuole farle visita però deve seguire un protocollo molto rigoroso:

  • Quando ci si rivolge a lei bisogna dargli del tu.
  • Bisogna uscire dalla grotta nello stesso modo in cui si è entrati (camminando all’ indietro se si è entranti camminando in avanti )
  • Mentre si parla con lei non bisogna mai sedersi neanche se si viene incoraggiati a farlo.

Mari può assumere diverse forme, quando è nel sotterraneo prende la forma di qualche animale: è facile riconoscerla perché le manca una qualche parte del corpo: una mano, una gamba o addirittura la testa. Una lingua di fuoco quando attraversa i cieli e una donna quando si trova sulla superficie della terra e allora, si siede fuori della porta della grotta e canta mentre pettina i suoi capelli con un pettine d’oro.

Ecco una favolosa leggenda piena di suggestioni, se non fosse che è stata creata per spargere odio e paura. L’ennesima stupidaggine che hanno inventato gli uomini, in questo caso gli uomini della inquisizione che vedevano nella donna forte e in armonia con la natura, un nemico da distruggere perché in contraddizione con la loro religione monoteista patriarcale. Secondo la loro mente malata, per ostentare potere in una società matriarcale come quella basca dovevano annullare la donna …. !!!

Gli Akelarre sono reminiscenze di feste pagane che si celebravano in maniera clandestina perché non erano ammesse dalle autorità religiose dell’epoca. Quelle riunioni demoniache di cui si parla sono invenzioni delle menti sgangherate, malevole e represse di inquisitori e giudici e confessate dalle vittime sotto torture atroci; Sorgina (sor + egina) si traduce come ” far creare “. E’ quella che fa nascere e che aiuta a nascere. Sono le balie, le guaritrici, le dee della fecondità e della vita. E Mari o Maddi è la dea principale della mitologia basca che rappresenta la Madre Terra.

Ecco come si può distorcere la realtà .. E si può scegliere di farlo per creare del bene o del male, bellezza o bruttezza …. Smettiamola di creare odi e pregiudizi. Basta creare paura ! Basta !! Dedichiamoci alle favole ai racconti e ai giochi …. DIFFONDIAMO LA BELLEZZA  …

Io adoro i racconti e le favole. Mi piace anche crederci. Quando sono da mia nonna davanti a me vedo Amboto, e penso a Mari. E lo stesso ogni volta che entro in una grotta. Se vi dico che quando da piccole siamo andati a visitare le grotte di Zugarramurdi mio padre ci ha fatto vedere il parcheggio delle scope delle streghe ….. !!!!

e per festeggiare un compleanno ….. due dolci ….

< noooooooo !!!! aspetta !!!!!

L’ultima fetta della torta al cioccolato era dentro la bocca spalancata di E. che mi guardava disorientato con una espressione incredula e delusa negli occhi.

< non ho ancora fatto la foto per il blog. Mi potresti prestare la fetta di torta per qualche secondo?

Già più tranquillo sapendo che comunque quella fetta di torta era sua, ho potuto scattare due-tre foto dopo di che l’ha finita fra esclamazioni di soddisfazione.

Ho fatto tre torte come questa in una settimana mentre fuori, in Sardegna, fa un caldo del demonio che non invita assolutamente a accendere il forno. Solo per dirvi quanto è sublime, DIVINA ! questa torta.

Io adoro il cioccolato e faccio tutte le ricette di dolci al cioccolato che mi capitano fra nelle mani. Questa qua sembra che sia una famosissima ricetta di Pierre Hermè. Io l’ho visto nel blog ComidaDeMama.

Ricetta:

- Sciogliere 250 gr. di cioccolato a bagnomaria. Mettere da parte, aggiungere 250 gr. di burro e lasciar sciogliere.
- In una ciotola montare 4 uova + 180 gr. di zucchero fino a ottenere un composto chiaro.
- Setacciare 35 gr. di farina + 35 gr. di fecola di patate e unire alle uova poco per volta. Aggiungere il cioccolato e amalgamare con cura.

- Mettere la carta da forno nella tortiera, versare metà dell’impasto, disporre sopra 120 gr. di more fresche e coprire con il resto dell’ impasto.

Per una consistenza interna morbidissima, cuocere in forno già caldo per 30′ a 180°C.
Aumentare di 5′-10′  la cottura per avere una torta più solida.

E come si fa a reggere il confronto con la torta al cioccolato e more? non si può. Si fa un sorriso, un saluto con la mano, una reverenza e si esce di scena … Delle adorabili bublanine di more ve ne parlerò un’altra volta.

Fiordalisi

subito dopo la fine della II Guerra Mondiale la Sardegna era sul punto di essere uno stato indipendente quando, non solo la hanno convinta a restare dentro l’Italia ma, fra trattati e accordi vari, si è deciso che una gran parte del territorio sardo sarebbe stata destinata esclusivamente ad uso militare, militari italini e militari della NATO, cioè americani. Migliaia di ettari recintati col filo spinato, tutti tipi di mezzi di guerra che ci entrano ed escono, aerei allucinanti che ci sorvolano, navi sospette che galleggiano nelle acque cristalline di color turchese … MA SOPRATTUTTO, MOLTI MOLTI SEGRETI !!

Questa pesantissima servitù militare sta per cambiare grazie a DOMENICO FIORDALISI, uomo coraggioso e procuratore della Repubblica di Lanusei, in Sardegna.

Le ipotesi di disastro ambientale e omicidio plurimo con dolo che Fiordalisi ha presentato, insieme ai risultati della riesumazione dei pastori deceduti e della perizia sui radar utilizzati nel poligono di Quirra, hanno imposto al Governo di fermare subito le attività e procedere a bonificare: SI CHIUDONO IL POLIGONO MILITARE DI CAPO TEULADA E IL POLIGONO MILITARE DI CAPO FRASCA. IL POLIGONO MILITARE DI QUIRRA SI BONIFICA E LE SUE ATTIVITA SI RICONVERTONO.

EVVIVAAAAAAAAAAAAAAA !!!!!!!

Fiordalisi aprì questa inchiesta quando venne a conoscenza dei risultati dello STUDIO SUI TUMORI nella zona intorno al poligono di Quirra: NEGLI ULTIMI 10 ANNI IL 65 PER CENTO DI PASTORI SI SONO AMMALATI DI LEUCEMIA E LINFOMI. Il suo sospetto era che i materiali utilizzati nel poligono abbiano contaminato terreni, pascoli, acqua e aria avvelenando di conseguenza persone, piante e animali.

E così in gennaio di 2011 firmò il decreto di sequestro dell’area militare del Poligono di Quirra, confermandosi l’inquinamento all’interno della base e l’emissione di sostanze potenzialmente nocive per l’uomo, l’ambiente e gli animali.  Su suo mandato, una squadra di poliziotti e vigili del fuoco perlustrarono i 12mila ettari del suddetto poligono militare per sequestrare gli ammassi di acciaio e lamiera utilizzati come bersaglio per sperimentare proiettili a base di uranio impoverito e altro. E per sequestrare anche documenti militari.

Una cosa inaudita !!!!


L’8 maggio 2012, Fiordalisi riferì ai senatori della Commissione Parlamentare d’ Inchiesta Sull’Uranio Impoverito le conclusioni di queste indagini guidate da lui. In esse il procuratore parla di cromo, tungsteno e TORIO, della pericolosità estrema delle PARTICELLE ALFA che vengono generate da questa sostanza. Spiega che il torio è molto più dannoso dell’uranio impoverito, e che il territorio dove si trova il poligono di Quirra ne è impregnato. Questa sostanza è andato a finire nel formaggio, nei vermi, nei funghi, nei pastori e negli animali: porcellini nati con sei zampe e agnelli con un solo grandissimo occhio (ci sono foto in internet, guardate !!). Parla di 1187 MISSILI MILAN che sono stati lanciati tra il 1983 e il 1999 che, per il fisico nucleare Evandro Lodi Rizzini sono i responsabili di tumori e linfomi tra i militari perché al momento dell’esplosione rilasciano sostanze radioattive. Parla di FOSFORO BIANCO che nel 1980 ha ucciso due pastori. Di FUSTI DI NAPALM sotterrati invece di essere smaltiti. Organi di controllo connessi con le aziende da controllare, che falsificano i dati per dimostrare che in Sardegna non si muore.

Le indagini però non si sono limitati alle ESERCITAZIONI MILITARI. Hanno investigato anche lo SMALTIMENTO DI RIFIUTI SPECIALI che ha fatto scoprire come il ministero della Difesa abbia smaltito i resti dei missili ABBANDONANDOLI a largo delle coste di Villaputzu dove si è continuato a pescare. E restano da chiarire la procedura relativa alla distruzione del contenuto dei depositi e degli arsenali delle Forze Armate Italiane nei poligoni militari di Sardegna. In base ad alcune testimonianze,  migliaia di razzi sonno stati trasportati in Sardegna con il fine di ESSERE FATTI ESPLODERE così da evitare lo smaltimento presso gli appositi centri. Detonazioni che hanno innalzato le tracce di torio nella zona.

Qualche giorno fa il caso è stato rinviato a giudizio.

Finora nessuno aveva mai presentato una denuncia sull’argomento né mai in precedenza erano state avviate indagini che abbiano lasciato traccia in qualche fascicolo giudiziario.

DOMENICO FIORDALISI è un uomo perfetto per questo mio blog … perché il suo cognome è il nome del bellissimo fiore di campo che si vede nella foto qui su ….  E perché essendo l’obbiettivo di questo blog la ricerca della bellezza, lui è un uomo con coraggio. E cosa c’è di più bello di una persona coraggiosa? di potersi ispirare a un uomo coraggioso? Pensate, la parola coraggio viene della parola latina cor habeo che significa avere cuore: il coraggio presume un atteggiamento attivo e positivo davanti alla vita. Credo che sia la prima virtù della persona, quella senza la quale non esistono le altre. Penso che sia la qualità che fa di una persona non solo una persona vera ma UNA VERA BELLA PERSONA !!!

Io ho la fortuna di osservare molto da vicino a una persona coraggiosa. Non perché io lo sia, no. Ma perché vivo con una. E anche se va in una macchina ricoperta di cacca di uccelli, la sua sveglia puo continuare a suonare anche per ore senza che lui si svegli e, messo davanti a un dolce la situazione diventa da far west, senza regole e vince chi per primo tira fuori la pistola e spara,  … lui è una di quelle rare persone coraggiose !!!

Non credo che tutte le persone coraggiose, per il solo fatto di appartenere al ristrettissimo club delle persone coraggiose, abbiano gli stesi gusti ma … a E. piace moltissimo questo cocktail e chi sa, …. potrebbe anche piacere a Domenico Fiordalisi ….

Io glielo dedico …

Ricetta:

-Lavare 300 gr. pomodorini e gettarli per 30 secondi in acqua bollente. Passarli in acqua fredda,  togliere semi e buccia.

- Frullare la polpa dei pomodorini + 300 gr fragole pulite + 7  foglie di basilico + 2 cucch. di olio + sale, finché diventa omogeneo.

- Aggiungere 2 cucch. aceto balsamico e aggiustare di sale.

- Chiudere bene e metterlo nel frigo.
All’ora di servire mettere sopra il cocktail qualche goccia di aceto balsamico, un’altro d’olio, e un po’ di pepe. SPETTACOLARE !!!!