un ramillete de 7 flores

Los solsticios son mágicos porque nos ayudan a recordar lo que casi hemos olvidado.

Mi amiga Maria A. de Estocolmo cuenta que, en Suecia, en víspera de San Juan, las chicas hacen cada una un ramillete compuesto de siete tipos diferentes de flores de campo, lo ponen debajo de la almohada y esa noche, cuando duerman sobre él, soñarán con su futuro marido ….

En Euskal-Herria, el día de San Juan, los portones de los caserios y las puertas de las tiendas se adornan con ramas de un árbol mágico para nosotros, leizarra, el fresno.
Y
en medio del verde de las hojas alguien con un sentido artístico más agudo, se atreve a introducir una flor como nota de color.

Dicen que se hace para favorecer una buena cosecha …

Dejemos de lado los significados. El culto al solsticio es tan antiguo como el ser humano y  su significado habrá variado con el sucederse de las culturas y las civilizaciones.

Concentrémonos en el gesto. Un gesto que nos sirve para espantar el miedo a la incertidumbre del futuro y propiciar las cosas buenas. ¿Os imagináis la ilusión de las suequitas que, guiadas por su propio sentido de la estética, escogen las flores que compondrán su bouquet? ¿Os imagináis el esmero de los hombres y mujeres dedicados a escoger las ramas de fresno que decorarán sus puertas?

…  y las personas se van contagiando unas a otras por ese sentimiento de plenitud que emana de la belleza de los gestos y de la belleza que les rodea y todos terminan con una sonrisa en la cara.

Milenio tras milenio las personas siguen repitiendo estos gestos porque evidentemente es un método que da resultado.

¿Será que, instintivamente, todos nosotros sabemos que hacer gestos dedicados a crear belleza con el fin de zambullirnos en ella y vivir en ella, sirve para atraer y ganarse la benevolencia de algo más poderoso que nosotros y tener así una vida feliz y plena?

LANDABERRI 21

nel libro “Felici i Felici i” di Yasmina Reza, uno dei personaggi guarda attraverso il finestrino del treno nel quale viaggia e nella periferia di una città nota una casa di mattoni rossi con gerani alle finestre.     – ” In quella casa qualcuno ha deciso che dobbiamo essere felici” – pensa

La  felicità, si può decidere?

C’è una parte di noi che deve decidere di essere felici per essere felici?

Bisogna disporre di uno stato d’animo orientato alla felicità?

E i gerani, … evocano essi la felicità?

A. nel Paese delle Meraviglie

… A un tratto s’imbatté in un tavolino a tre gambe, tutto fatto di vetro; sopra c’era soltanto una minuscola chiave d’oro, e il primo pensiero di A. fu che fosse la chiave di una delle porte della sala; ma, ahimé! o il lucchetto era troppo grande, o la chiave era tropo piccola: in ogni caso non apriva nessuna di quelle porte. Tuttavia, al secondo giro, si trovò davanti a una tenda bassa che prima non aveva notato, e dietro scoprì una porticina alta forse quaranta centimetri: cercò di far entrare la chiavetta d’oro nella serratura, e , con sua grande gioia, vide che ci riusciva!

A. aprì la porta e vide che dava su un piccolo corridoio, non molto piu largo della tana di un topo: si inginocchiò e scorse oltre il corridoio il più bel giardino che avesse mai visto.

… A un tratto s’imbatté in un tavolino a tre gambe, tutto fatto di vetro; sopra c’era soltanto una minuscola chiave d’oro, e il primo pensiero di A. fu che fosse la chiave di una delle porte della sala; ma, ahimé! o il lucchetto era troppo grande, o la chiave era tropo piccola: in ogni caso non apriva nessuna di quelle porte. Tuttavia, al secondo giro, si trovò davanti a una tenda bassa che prima non aveva notato, e dietro scoprì una porticina alta forse quaranta centimetri: cercò di far entrare la chiavetta d’oro nella serratura, e , con sua grande gioia, vide che ci riusciva!

A. aprì la porta e vide che dava su un piccolo corridoio, non molto piu largo della tana di un topo: si inginocchiò e scorse oltre il corridoio il più bel giardino che avesse mai visto.

Quanto desiderava uscire da quella sala buia, e passeggiare tra quelle aiuole di fiori variopinti e quelle fresche fontane! Ma non riusciva a infilare nella porta neppure la testa; ” e anche se riuscissi a infilarci la testa” pensò la povera A. “non servirebbe a molto se non ci passano le spalle. Oh, quanto vorrei accorciarmi come un cannocchiale! Ce la farei, se solo sapessi da che parte cominciare. Perché vedete, ultimamente erano successi cose così straordinari che A. aveva cominciato a pensare che pochissime cose fossero davvero impossibili.

Aspettare accanto alla porta sembrava del tutto inutile, perciò A. ritorno accanto al tavolino, (…) questa volta trovò una bottiglietta (” sono sicura che prima non c’era”) che aveva intorno al collo un’etichetta, con la scritta “BEVIMI” magnificamente stampata a grandi caratteri (…)

A. si arrischiò ad assaggiarne il contenuto, e trovandolo molto gradevole ( in effetti era un sapore misto di torta alle ciliegie, crema, ananas, tacchino arrosto,, caramello e perfino toast col burro) se lo bevve d’un fiato.

“che strana sensazione” si disse A. “Mi sembra di accorciarmi come un cannocchiale”. Ed era proprio così: adesso era alta soltanto venticinque centimetri, e il viso le si illuminò al pensiero che ormai era della misura giusta per passare dalla porticina ed entrare in quel grazioso giardino (…);

Ma povera A.! quando arrivò alla porta si accorse di aver dimenticato la chiavetta d’oro, e quando torno al tavolo per prenderla, scoprì che non ci arrivava in nessun modo: la vedeva molto distintamente attraverso il vetro, e fece del suo meglio per arrampicarsi su una gamba del tavolo, ma era troppo scivolosa; e quando ci fu stancata di provarci, la poverina si mise a sede per terra e scoppio a piangere.

“Su, é inutile piangere così!” disse A. a sé stessa, piuttosto aspramente.

Sherloch Holmes e i fiori

… dice Sherlock Holmes  ….

“… A mio parere la nostra certezza suprema della bontà della provvidenza é nei fiori. Tutte le altre cose, le nostre facoltà, le nostre ansie, il nostro alimento, sono, in realtà, essenziali per la nostra esistenza in prima istanza. Però questa rosa é un extra. Il suo aroma e il suo colore sono un abbellimento della vita, non condizione indispensabile di essa. Soltanto la bontà dà più di quanto é dovuto ed é per quello se dico che dai fiori si possono derivare grandi speranze  … “

A. in Amsterdam

in ogni buchino del marciapiedi crescono dei fiori

fiori

gente che, quando camini, ti guarda negli occhi e ti sorride

fiori

meraviglioso Van Gogh

fiori

coraggiose mamme che vanno in bicicletta con una castello di figli sopra, anche quando sta piovendo

fiori

turisti increduli, a bocca aperta che guardano le prostitute che, ” in deshabillé, sedute vicino alle finestre in poltrone piene di cuscini  sembrano grande gatte annoiate” dice Milan Kundera nel suo libro libro L’insoportabile leggerezza del Essere. A me mi facevano venire in mente i grandi pezzi di carne appessi da quei grandi uncini di acciaio che si vedono nelle macellerie.

fiori

un cielo ampio e pieno di luce. Una luce che rende tutto vibrante e crea una profondità di colori che fa grandi contrastasti e allo stesso tempo e riposante per gli occhi. Meraviglioso.

fiori

Vermeer

fiori

la ceramica di Delf

fiori

un freddo terribile

fiori

nei caffé, sul tavolo, mettono una ciotola con zucchero bianco, zucchero di canna e cicchi di cioccolato

fiori

patate fritte …. ottime!!!

fiori

grandi finestre senza tende che diventano vetrine da mettere in mostra qualcosa di stupefacentemente bello così che chi passa per la strada rimane a bocca aperta ( e si può anche sbirciare un pò dentro le case che sono bellissime ……)

fiori

tantissime gallerie d’arte e rigattieri

fiori

un giardini nascosto dietro a una piccola porta di legno nella piazza Spui dove in questo momento spuntando i mughetti

fiori

canali e canali e barche che sembrano giardini gallegganti

fiori

penso e a me stessa, morta di freddo, che insieme alla mia amica Thij mangio la migliore zuppa di carote che ho mai assaggiato e dicco, ma … come é possibile che, ad Amsterdam, con quel freddo e quella pioggia, in inverno, la lavanda sia in fiore?

LANDABERRI 20

…. e se dopo aver sfiorato una pianta di ortica vi fa prurito, basta sfregare la zona con qualche foglia di menta e passerà subito. Me l’ha detto Onintza, e se lo ha detto lei ……

RICETTA:

- Mettere 25 cl. di latte in un pentolino e aggiungere 50 gr. di zucchero. Quando arriva ad ebollizione, metterci una manciata di foglie e fiori di menta e lasciate in infusione per 10 minuti.

- Nel frattempo mescolare 3 tuorli con 50 gr. di zucchero fino a ottenere un composto chiaro e spumoso. Rimettere il latte sul fuoco e al primo segno di ebollizione togliere la menta, versare il composto di uova e zucchero e mescolare. Mescolare in continuazione e cuocere senza arrivare mai all’ebollizione.

- Togliere dal fuoco, aggiungere 12 cl. di panna liquida, mescolare bene e versare il composto in gelatiera per almeno 40 minuti. Se qualcuno non avesse una gelatiera, come é il mio caso, riporre il composto in un contenitore, metterlo nel congelatore e tirarlo fuori ogni mezz’ora per frullarlo finche non acquista la consistenza del gelato.

- 5 minuti prima che il gelato sia pronto si possono aggiungere gocce di cioccolato, ne bastano 50-60 gr,

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FIORI DI ZUCCHINA ALLA ROMANA

Cogliere i fiori molto presto la mattina. Considerate che questi fiori sono molto mattinieri e se alle 6.00 del mattino sono già aperti verso le 10.30-11.00 si chiudono e allora e più difficile riempirli senza romperle.

- Lavare in acqua fredda ed asciugare. Chi vuole può togliere il pistillo, ci sarà più spazio per il ripieno. Io non lo tolgo. E’ buono da mangiare.

- Tagliare la mozzarella in quadrati. Spezzettare acciughe sotto sale, a piacimento, e riempire i fiori facendo molta attenzione. Chiudere e mettere nel frigo fino al momento di friggere.

- All’ora di mangiare, preparare l’impasto: un pò di farina + acqua fredda + olio + sale. Deve essere abbastanza solido perche seno scivolerà via dai fiori.

- Friggere e mangiare caldi.

In Italia vano pazzi per questi fiori. Si vendono nei mercati e un mazzo di una decina di fiori costa intorno a 1 euro

Sono veramente buonissimi !!!!!!

arte effimera

… anche il giardinaggio é un arte effimera: é lo sforzo spirituale di ricerca della bellezza e della perfezione attraverso la cura,  riproduzione e la collocazione nello spazio delle piante secondo un’ideale estetico, finalizzata a raggiungere uno stato di contemplazione, di lirismo e di esultanza spirituale dove si fondono il pensiero e i sensi.

Il giardino comunica emozioni ininterrottamente perchè gli elementi vivi che lo compongono sono in continua trasformazione. E provoca sensazione multisensoriale perché in essa incorrono colori, luci, profumi, rumori ed elementi atmosferici.

Il grano é stato l’inizio.

Per una parte del mondo il grano ha significato l’inizio delle grandi civiltà, l’accumulo di richezze e la coltivazione e ricerca della bellezza in tutti i campi. Per la prima volta, grazie al grano, la popolazione si é saziata e questo ha aiutato a inculcare una prospettiva di futuro e di eternità nella mente della gente. Da allora le persone vivono proiettati al futuro.

Anche in Sardegna é stato così. La coltivazione del grano in Sardegna risale a migliaia d’anni fa è il suo territorio strabocca di vestigi archeologici di fastose civiltà di diverse epoche a cui non si sa dare un racconto ….

Adesso però ditemi, chi da quanto tempo si  fa su pani pintau, il pane decorato sardo…  Potete immaginare quanto deve essere antica questa arte effimera la cui materia prima sono la farina e l’acqua?

La mia vicina la Sig.ra Aurora Lai é l’autrice di questo pani pintau qui sopra fatto in mio onore (parole sue), a forma di “A”, la iniziale del mio nome. Un’opera bellissima, un lavoro arduo, enfatico, complesso, infinitamente delicato con ricchissime e gioiose decorazioni ispirate in una natura rigogliosa … Ammirandola sua lavorazione  uno immagina come può accrescere la pazienza e rafforzare la volontà dell’artista . Lo dice il buddismo zen “qualsiasi fatica quotidiana trascende la sua essenza materiale per incarnare una manifestazione spirituale che resta rispecchiata nel movimento e nel passo rituale del tempo”.

L’artista che lavora sul arte effimera abbandona il sogno della propria immortalità però contribuisce nella perpetuazione, sopravivenza e continuità dell’arte effimera in questione come una sua custode e propagatrice finche passa la staffetta.

Sono pezzi fugaci ma non per questo rinunciano ad una vocazione di perfezione estetica.

LANDABERRI 18

e per dormire bene …

Infuso di Papavero, PAPAVER RHOEAS:

- Mentre si lavano i petali di papavero in acqua fredda, mettere mezzo litro d’acqua a bollire + 50 gr. di zucchero. Lasciare che si sciolga.

- Togliere l’acqua dal fuoco e mettere in infusione 50 gr. di petali di papaveri + il succo di mezzo limone. Se si usano petali di papaveri essicati bastano 20 gr. di petali.

- Lasciare riposare per una decina di minuti, filtrare con un colino ed é pronta.

Si puo bere sia calda che fredda.

E’ molto benefico per il suo effetto sedativo, calma l’eccitazione nervosa e per chi soffre di tosse notturna, se si beve la sera prima si assicura un sonno tranquillo.

Ardauli

ci siamo inoltrati nella natura e mentre avanzavo in mezzo a piante e a fiori di mille colori che mi arrivavano fino su al naso, mi sentivo dentro a un territorio incantato …

In gita ad Ardauli con E. e tanti amici, alla scoperta dei DOMUS DE JANAS, loculi scavati nella roccia, antichi resti di uno dei tanti misteriosi popoli che sono vissuti sulla Isola di Sardegna …. Non dovete pensare però a una caverna. Le Domus de Janas sono degli spazi accuratamente scolpiti nella roccia con molta finezza ed eleganza, con grande maestria e arte. E all’interno, policromati.

Quando si va a visitare qualcuna delle centinaia e centinaia dei sorprendenti resti archeologico di Sardegna prima di tutto si rimane sbalorditi perche uno si accorge di essere davanti a una opera di arte che li prende l’anima e lo scaraventa da qualche parte nel universo in mezzo alle stelle. La opera di arte eccita una fibra che c’é in noi e che ci collegato a tutto il resto dell’universo e a Dio facendo scorrere dentro energia a fiumi. Quando atterri da questa specie di viaggio astrale da cui torni un po ansimante perche ti dimentichi anche di respirare, ti guardi in torno e sollevi le spalle perché non ci sono risposte a domande come < chi erano?  quando sono vissuti ? quale era la loro filosofia? cosa li preocuppava e quali erano le loro certezze?

Dopo essere stata in questo luogo così incantevole, splendido, fatato posso dire una cosa: era una società molto raffinata, una società di artisti. Non solo per come sono state scolpite le rocce ma anche perche tutto in torno si intuisce della esistenza di un bellissimo giardino, effervescente, erotico e gioioso. Persone che ci tenevano molto a vivere in mezzo alla bellezza !! E chi sa se erano di quelli che poi, in quella bellezza riconoscevano il bene ….  

Grazie E. e grazie tutti ….. Un viaggio che mi ha profondamente emozionato.